Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Letture > Io sono la prova

Io sono la prova

di

Io sono la prova“Io sono la prova” di Biagio Proietti un buon giallo dal finale insolito, certamente irrispettoso delle regole del genere ma non per questo meno affascinante. La storia, ambientata a Roma, incentrata sull’omicidio di una donna, Rossana Turchetti, avvenuto quattro anni prima ed raccontata con uno stile asciutto, frasi brevi e molte immagini.

Il caso viene riaperto a causa di una martellante campagna stampa e perch un poliziotto vecchio e malato vuole chiuderlo prima di morire. L’indiziato sempre lui: Marco Dori, amante della Turchetti. La trama avvincente, e ci che colpisce che, pur mantenendo la struttura classica del giallo, il romanzo vive sulla drammaticit delle conseguenze del delitto e non sul mistero da risolvere. Non un giallo rebus, mancano i ragionamenti dell’investigatore e la sfida al lettore. E’ pi una drammatica storia corale di sentimenti, dove ciascuno dei personaggi – tanti, ben disegnati e pieni di contraddizioni – travolto dagli eventi, quasi sempre suo malgrado.

C’ la ricercatrice del CNR, passione e pochi soldi, c’ una giornalista d’assalto che corre verso il fallimento, c’ la relazione proibita fra Marco Dori, quarantenne sposato, e una ventenne e il giudizio severo della gente che trasforma l’uomo in assassino certo. Ci sono i neri Kenya e Abdul, la povert delle loro baracche e il razzismo che li circonda. Ci sono stampa e tv che costruiscono mostri e rovinano esistenze. Ci sono tormentati rapporti fra genitori e figli: quello fra la poliziotta che indaga sul caso e l’anziano padre che la abbandon ragazzina, quello dolcissimo fra il bambino di Marco Dori e suo padre. Ci sono storie di amori e di tradimenti: Marco Dori, la ex moglie e il ricordo della vergogna del tradimento svelato dall’inchiesta. Piero, il violento balordo che fu fidanzato tradito della Turchetti e che cerca ancora una vendetta. C’, su uno sfondo che pagina dopo pagina diventa sempre meno sfondo, una storia di usura che rovina l’ex datore di lavoro della donna uccisa.

Io sono la prova un affresco della societ contemporanea. Scritto bene, anche se con qualche didascalia di troppo, e con un finale poco giallo e non del tutto inatteso che, anche se risolutivo, anche se porta i cattivi in galera come deve essere nel giallo tradizionale, non per nulla consolatorio. Anzi: un finale amarissimo, degna conclusione di una storia molto cupa.

Biagio Proietti, Io sono la prova, Dario Flaccovio
Recensione pubblicata su Queer di Liberazione del 15 giugno 2008 (pdf non disponibile)


2.07.2008 Commenta Feed Stampa