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Il mio esame filosofico di diritto

di Ludovica Anselmo

i_due_e_le_stelle.jpgAdesso di preciso non ricordo il suo nome, ma la faccia ce laveva da Giuseppina e questo importante per far capire come mai non lavessi notata. Voglio dire, a diciannove anni mica puoi provarci con le Giuseppine o, chess, le Erine. Ti sputtani a vita.

A quell’et, come giusto che sia, si fa una sorta di selezione. Il tempo sembra ancora un bene inesauribile e ci concede il lusso di rifiutare e restare in attesa della donna giusta, quella che alzer il punteggio della tua reputazione. La reputazione tutto; in base ad essa che, quando sarai maturo ed il tempo scarsegger, le altre ti sceglieranno.

Ovviamente a diciannove anni bruci e vorresti portarti a letto ogni genere di donna _fanculo il nome, andrebbe benissimo anche una Giuseppina_ ma la questione morale verso te stesso, che pure non da sottovalutare, ti fa procedere con cautela. Oh, magari poi scopi anche con dei veri cessi, ma che almeno abbiano nomi adeguati alla loro popolarit. Io:”All’universit una volta ho avuto una storia con una certa Elena _Elena va bene, fa fico_ e poi l’ho mollata per questa Irene“, gli altri: “Uh! Bravo!”.

Insomma, mi imposi la regola dell'(almeno) il nome bello. Questo per non partire svantaggiato pi di quanto non fossi gi. Al liceo ero finito a fare la C, la sezione degli sfigati: gli uomini eravamo io e Frezzotti, un obeso affetto da follicolite nervosa col culto di Eros Ramazzotti e le femmine, le peggiori di tutto l’istituto _nessuna che si chiamasse Elena Amanda o Irene_ tutte coi loro baffi postpuberali e le scarpe ortopediche. Ed io, non potevo farci nulla: ero uno della terza C. Fu certamente per questo che quando io e Federica ci baciammo _ ci eravamo baciati cos tanto che io avevo creduto di essermi assicurato un posto nella business class dei randez-vous futuri_ dur solo quel giorno l perch gi luned aveva cambiato idea e la trovai che si baciava di pi con Andrea della terza A.

Compresi subito: Arturo non un nome da poter apprezzare quando si giovani, avrei dovuto aspettare le trentenni con la passione per Ozpetek e le droghe leggere.

Dopo la storiaccia con Federica, pur ridimensionando le mie esigenze, mi misi a far coppia fissa con Maria che non era niente di speciale come nome ed inoltre aveva i colletti finti della najoleari, e questo mi dava un p sui nervi perch erano lequivalente griffato dei baffetti postpuberali, ma insomma, meglio di Irina, e poi io ero sempre un Arturo. Comunque ero sicuro che una Maria, perlomeno, non mi avrebbe mai scaricato.

Un giorno, era sempre di luned, e Maria mi lascia perch il mondo non ha senso per lei, non capisce pi le cose, nemmeno il nostro amore.

Per superare il dolore della tara che si andava profilando sul mio potere contrattuale con il gentil sesso, mi ripiegai sullo studio del diritto privato che, se almeno fossi diventato un avvocato di successo, la crepa si sarebbe ridotta. Nonostante la mia solerzia, lunica cosa che riuscivo a non dimenticare di quel libro era che linnamoramento obnubila la mente ed causa di invalidit contrattuale.

Cos, virando alla facolt di filosofia, pensai che tutta questione d’et, che a diciannove anni ci si obnubila per linnamoramento della topa e che solo pi tardi per quello della donna.

Il professore non mi fece passare lesame ma apprezz molto le mie divagazioni sul tema ed anche lui concord con me di come luomo non sia niente altro che un sistema per far funzionare un fallo. Solo che il mio doveva esser difettoso.


17.06.2008 12 Commenti Feed Stampa