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New Trinacrian Epic

di Cav. Marcello Stacchia

Giovanotti!

È ora di dismettere reticenze e tentennamenti, e di prendere atto che nel mondo della cultura nel nostro Paese bello (che solo a pensarci mi si inumidiscono i begli occhi di lagrime gopiose) è in atto una vera e propria rivoluzione! Di che starà parlando il Cavaliere santo, vi chiederete voi; eh, vi piacerebbe saperlo, mascalzoncelli. E mica è così facile, che uno arriva, chiede, l’altro glielo dice; bisogna meritarsele le cose, ed il vostro amato Cavaliere ben sa che fra di voi si annidano tanti che se ci parli sembra pure che anche loro sono amanti delle belle lettere e del bello scrivere, ma poi gratta gratta vedi che in realtà o sono uomi sessuali, o mezzi comunisti (o comunque di certa sinistra), o peggio ancora ci sono Loro, che se ci penso le lagrime si fanno da gopiose a torrenziali, come certe precipitazioni estive tipiche della nostra terra sacra sebbene tanto severa con i figlioli suoi adorati!

E allora, di che stiamo parlando? ma Santiddio, è sotto gli occhi di tutti! Si legga questo passo:

Proprio in quell’istante, la porta si aprì ed entro lei, bellissima e scarmigliata, con passo felino. Lui la guatò, cercando qualcosa da dirle, ma non gli venne in mente nulla, se non un commento che aveva sentito allo stadio qualche giorno prima, però rivolto ad un calciatore. Pensò che non vi fosse un gran nesso fra il passo della fanciulla e le incertezze sulla fascia che avevano giustificato il motto del tifoso, e quindi tacque. Ma dentro di lui sapeva che qualcosa era accaduto, e forse lo sapeva anche lei. Si sarebbero incontrati di nuovo, forse anni dopo, ma sarebbe stato sempre così. Il tempo si era fermato, in quello squallido bar.
(tratto da Amen, di R. Fiunda, ed. Stacchia)

E ora si ponga attenzione a questo carme, posto a modo di epitaffio sull’eterno sacello del Marinati:

Stassimo come le foglie sugli alberi d’autunno.

E adesso tenetevi forte: che vi dicono questi versi immortali?

Uomini
Topi
Cani
Gatti
Guarnizioni
Portiere
Endecasillabo
Giambico
Pizza
Margherita

(tratto da Steinbeck non avrebbe apprezzato, di G. Longhi, ed. Stacchia)

E se vi sembra di averne avuto abbastanza, sentite qua:

D’un tratto, una luce accecante ci accecò; ciechi, vagammo per ore nella cieca oscurità, finché non urtammo in qualcosa di familiare: stavamo entrando a Praga.
(tratto da Il geco ceco, di E. Piorrea, ed. Stacchia)

E ancora, tornate su queste paginette belle:

“Cr Mnn, ma qnt czz consm st motrn? Ciò mss 5 euri 3 grn fa, e ora st già a sekk! Czz!”
“Cr Jk, ma t 6 res cnt di qnt czz cst la bnzn?”
“Ah, dic k è x qst k un pien nn dur + di 3 grn? Nn xké vd a fr gli alzi sll Clmb?”
“Mgr è anke x qll, Jk”.

(tratto da Ho voglia di tè, di G. Muco, ed. Stacchia)

E infine, le indicazioni apparentemente semplici del maestro pavese, che prende a pretesto l’umile arte culinaria per ammannirci i suoi grandi insegnamenti:

Per fare una buona caponata, è necessario rifornirsi di melanzane di ottima qualità; le migliori le trovate da Peppinuzzo ‘o sciancato, che ha il banco al mercato del sabato mattina di Misterbianco, ma dovete saperci fare. Voi andate lì, gli dite “Peppinù, a quanto le fate ‘ste melanzane?”; se Peppinuzzo vi guarda prima con l’occhio destro e poi col sinistro e vi dice il prezzo, vuol dire che le melanzane sono una chiavica, sono sicuramente marce e vi sconsiglio di prenderle; se invece neanche vi risponde, sputa per terra, si gratta i coglioni e spara un’imprecazione intraducibile, vuol dire che le melanzane sono freschissime, e che lui si duole di doverle dar via (Peppinuzzo è golosissimo di melanzane, e apprezza anche molto la mia caponata).
(tratto da Le mie ricette (Manicaretti dalla Trinacria), di L. Steregoni, ed. Stacchia)

Ebbene, giovanotti miei, come non vedere in queste belle parole il miracolo della creazione? Come non vedere il segno della nascita di un genere, romantic e decadence, popular e radical chic, up to date e old fashioned, pret-a-porter e new stilyish, docu-fiction e evergreen: in una parola, molto Kool and the gang! È lui, il New Trinacrian Epic, il nuovo corso della letteratura mondiale, che dal ristretto borgo siculo è destinato ad invadere le librerie ed i salotti letterari più raffinati e più apprezzati!

Kool(nella foto, una rara istantanea del New Trinacrian Epic)

Ma, ovviamente, non posso mai mancare i corvi, i detrattori, gli accusatori di mestiere, che devono rovinare tutto, anche momenti belli e spensierati come questo: secondo i quali, pensate un po’, la nostra neonata creatura mancherebbe di personalità, racchiuderebbe autori diversi ed eterogenei senza un criterio, risolvendosi, ripensate un po’, in una meschina operazione di marketing! Giungendo finanche a criticarne il nome; secondo questi siniori, un genere letterario italiano dovrebbe avere un nome italiano, e dicono che è come se nel Trecento gli scrittori si fossero riuniti sotto l’insegna dello Sweet New Style!

Ebbene, a lorsiniori rispondiamo forte e chiaro con un bel VERGONIA!! Come osate, dico io, solo pensare una cosa del genere?? Come fate a non vedere il messaggio forte e chiaro che questi pionieri, martiri, eroi della bella penna lasciano alle genti affamate di sapere?? Altro che mancanza di personalità, ne hanno fin troppa; hanno l’imponente (a tratti ingombrante) personalità del cav. Stacchia in persona, che col suo sigillo (accuratamente posto in calce alla copertina) tutto unisce e tutto segna, garantendo una continuità narrativa e stilistica senza pari nella storia patria!

Amedeo(nella foto, uno dei martiri del New Trinacrian Epic)

E allora, adesso direte che qualcuno qui ci volia guadaniare: come osate solo immaginarlo, mi domando e dico? Come osate insinuare che vi sarebbe una qualche logica commerciale nel nostro proclama?? dire una cosa del genere a me, che nel 1956 concessi ad un quasi sconosciuto Luciano Steregoni lo 0,1% del prezzo di copertina al netto delle spese, così sollevandolo dallo stato di miseria nel quale versava; e non è un caso che il gran maestro pavese voglia manifestarmi ancora oggi la sua gratitudine preparando solo per la mia personcina bella manicaretti e prelibatezze! Vergonia!

E infine, a chi, dando l’ennesima prova di cattivo gusto, ha qualcosa da ridire sull’adozione di un nome inglese per un filone culturale italico, dico solo: andate a sfoliare qualche pagina del glorioso The Funny Gadget of Mr. Bianco, e vedrete quant’è facile coniugare la tradizione italiana con la grande forza evocativa dell’idioma anglosassone. E allora, con grande forza evocativa vi dico Goodbye, my friends, I greet you with one hand on my heart, the other one on my wallet!

Con vivissima cordialità,
cav. Stacchia


9.06.2008 8 Commenti Feed Stampa