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Vergogniamoci per loro (remember Cuore)

di Luca Pettinelli

Ci sono casi in cui la mia matrice piccolo-borghese riesce ancora a farmi provare imbarazzo per qualcosa commesso da altri e col quale non ho n potrei avere alcun legame. Questo decisamente uno di quei casi: link
“La kefiah istiga al terrorismo e all’estremismo islamico”. Piovono le proteste nei confronti della pubblicit che l’azienda Dunkin’ Donuts ha messo online, in cui si vede una ragazza che indossa una sciarpa simile al copricapo palestinese.
Comincio a chiedermi se esista un limite fisico all’imbecillit.


30.05.2008 Feed Stampa

23 Commenti

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  • Commento di daniela, 31.05.2008 #

    Purtroppo no e chi ci rimette fisicamente sono solo le donne. Questo mi provvoca orrore, ma non da piccola-borghese, da essere umano!

  • Commento di Mix, 31.05.2008 #

    concordo con te che equiparare la kefiah al terrorismo sia una prova di imbecillit, esattamente come sarebbe stupido equiparare la stella di davide ai carri armati sulla striscia di Gaza.

    vorrai per concordare sul fatto che sia altrettanto imbecille usare questi simboli, che portano con s una storia di grande dolore e sofferenza, in una pubblicit commerciale.

  • Commento di Leo, 1.06.2008 #

    La pubblicit deve stimolare identificazioni ed i simboli sono la semplificazione pi immediata di una identit.
    Non trovo, perci, fuori luogo che essi vengano usati comunemente in uno spot come questo assolutamente corretto e lineare (si pubblicizza una bibita analcolica pertanto destinata anche a chi professa la religione islamica).

    Trovo pericolosa e imperdonabile la grettezza e l’intolleranza di coloro che si risentono nel trovasi di fronte, nel proprio quatidiano, simboli che non appartengono loro e che, in fondo, forse odiano e vorrebbero cancellare.

  • Commento di Mix, 2.06.2008 #

    “La pubblicit deve stimolare identificazioni ed i simboli sono la semplificazione pi immediata di una identit”.
    no, scusa, la pubblicit deve solo vendere prodotti: e usare la kefiah (ossia, impiegare quel patrimonio di significati costruiti col dolore di generazioni) per vendere una bibita mi fa cagare, per esprimermi garbatamente. non so se si coglie la differenza fra morire per un ideale e vendere una bibita.

  • Commento di Leo, 2.06.2008 #

    …allora scegli la carta igienica giusta, sicuramente sar quella che meglio ti fa identificare nelle situazioni che la pubblicizzano evocandoti il piacere di una carezza oppure, forse pi il caso di chi non subisce condizionamenti, risolvi appallottolando il primo foglio che ti capita e… buona giornata,

  • Commento di Luca Pettinelli, 2.06.2008 #

    Il target dello spot palesemente il giovane “liberal” (come li chiamano l) che in questo momento come paradigma va piuttosto forte in quanto parte consistente dell’elettorato di Obama. In altre parole un invito, nemmeno tanto velato, a salire sul carro dei (probabili) vincitori. Ovviamente grazie ala bibita.
    La tragicomicit della faccenda non toglie nulla al fatto che la kefiah sia solo una sciarpa: il colbacco senza dubbio un simbolo “forte” dell’Armata Rossa, quella che sacrific milioni di uomini per fermare Hitler (altro che Palestina) eppure penso che nessuno si scandalizzerebbe per uno spot in cui il protagonista ne indossa uno. Al pari prendiamocela anche con chi sventola la bandiera italiana per un incontro di calcio dato che per poterla issare cos com’ i nostri nonni si sono sparati, torturati e impiccati l’un l’altro per anni.

  • Commento di Mix, 2.06.2008 #

    Luca, mi sembra di sentire rumore di unghie su un specchio. vuoi davvero paragonare un colbacco con la kefiah? sono sessant’anni (dal 1948) che si sente parlare di stato ebraico e questione palestinese o mi sbaglio?

    da quello che dici, peraltro, immagino ti sia molto piaciuta anche la pubblicit della Fiat 500 con Falcone e Borsellino.

  • Commento di Luca Pettinelli, 2.06.2008 #

    Quanto alla questione palestinese mi sono gi espresso una volta circa la sua totale e strumentale sopravvalutazione. Non che non sia una faccenda dolorosa, intendiamoci, ma se il riscontro mediatico deve, come sarebbe giusto, andare un tantino di pari passo con l’entit reale della tragedia allora i palestinesi farebbero bene a prendere un numero, mettersi in fila e procurarsi una rivista con parecchie pagine perch l’attesa sarebbe lunga. Trovo la copertura di tutto quanto concerne la questione israelo-palestinese scandalosamente sproporzionata e vagamente offensiva nei confronti di questioni ben pi sanguinose.
    Sono cinquecento anni che la faccenda protestanti-cattolici sta l, ha avuto echi drammaticamente vicini eppure non mi pare che qualcuno se ne occupi.
    La pubblicit della 500 che dici non l’ho mai vista.

  • Commento di Mix, 2.06.2008 #

    beh, rispetto l’opinione. io quando vedo i cingolati sui territori occupati diciamo che un po’ mi dispiaccio, e cos quando un ragazzo si fa esplodere uccidendo decine di coetanei che vivono solo un po’ pi in l. ma se secondo te tutto questo sopravvalutato, fai pure.

    per lo spot FIAT, che non ci credo che non lo hai visto, basta andare su http://www.youtube.com/watch?v=seJmEb0fcBA.

  • Commento di Mix, 2.06.2008 #

    nel link c’ un punto di troppo

    http://www.youtube.com/watch?v=seJmEb0fcBA

  • Commento di Luca Pettinelli, 3.06.2008 #

    E’ una tragedia, non lo nega nessuno, ma fai una semplice operazione: i 12-13000 morti israelo-palestinesi stanno a trent’anni di copertura mediatica praticamente ininterrotta (a tratti parossistica) come 300.000 ceceni morti, 200.000 spariti nel nulla e 25.000 russi (in dieci anni, tra l’altro) stanno a X.
    Adesso calcolami X.
    Dalla seconda intifada i morti sono stati circa 4000-4200, ogni anno in Italia muore pi gente per gli incidenti stradali. Sono conteggi un po’ malinconici ma quando devi decidere a quali cosa dare pi peso e a quali meno forse sarebbe il caso di farli.
    Il mondo pullula di tragedie che l’informazione non si caga manco di striscio (per usare un francesismo) e io francamente sono un po’ stanco di trovarmi davanti un giorno s e uno no la questione tra israeliani e palestinesi come se non ci fosse niente di pi importante.

  • Commento di leo, 3.06.2008 #

    per fortuna iniziano gli Europei cos ti riposi

  • Commento di Luca Pettinelli, 3.06.2008 #

    Ci contavo anch’io ma l’infortunio a Cannavaro ha rimesso tutto in discussione. Prevedo altre nottate in bianco.

  • Commento di daniela, 3.06.2008 #

    usare dei simboli che rappresentano un popolo, le sue colpe o le sue verit, per farne uno spot, eticamente scorretto, per rispetto, per un concetto democratico, che ai pi sfugge. Deve esserci informazione non diffamazione, anche in una pubblicit. In accordo con Mix.

  • Commento di Leo, 3.06.2008 #

    …voto le paure
    …per tuo alveo
    …ovulare peto
    …opero vuelta
    …vapore luteo

    …parole vuote

  • Commento di Luca Pettinelli, 4.06.2008 #

    Siete di gran lunga pi realisti del re. L’accostamento della questione palestinese allo spot grazie alla kefiah a me pare un po’ pretestuosa. La maggior parte degli americani non sa nemmeno dove sia la palestina, figurarsi fremere di sdegno per la visione di uno dei simboli pi noti delle lotte armate mediorientali. Ovvio che questo non sottrae nulla alla sua meravigliosa idiozia, ma la faccenda tutta interna alle elites politiche ed intellettuali americane. L’attacco a quell’immagine un attacco nemmeno troppo sottile (come nella migliore tradizione d’oltreoceano) a Obama che di cognome, tante volte sfuggisse a qualcuno, fa anche “Hussein” (e potete scommettere che quell’ingombrante patronimico da qui in poi verr usato con una certa frequenza dal suo avversario) attraverso il suo elettorato.
    Inoltre ribadisco che questa difesa serrata dei sacri simboli fa un po’ sorridere. I cristiani vennero perseguitati ed emarginati per tre secoli (non sessant’anni) eppure nessuno salta dalla sedia a vedere lo spot di Del Piero con la suora un po’ demente. Il padre della patria Mao trasformato in squisita icona pop da Warhol stato addirittura comprato da un collezionista cinese e non certo per darlo alle fiamme in piazza. Potrei andare avanti per ore con gli esempi.
    Un po’ dispiace dover spiegare proprio a dei sostenitori apparentemente cos accaniti che probabilmente nessun palestinese si indignerebbe davanti a quell’immagine. Anzi, dato il loro talento “pubblicitario” (Monaco parla per tutti) e il modo forsennato in cui hanno sempre cercato visibilit assai pi probabile che la riterrebbero un ottimo medium per la loro causa.

  • Commento di leo, 4.06.2008 #

    Secondo me… siccome la kefiah indossata dalla “giovane” donna nell’immagine quella bianconera ed impiegata per pubblicizzare un prodotto associato alle ciambelle dotuts che tutti sanno essere a forma di buco di c… la potente lobby dei tifosi del Lanerossivicenza, notoriamente sfigati, ha imposto il ritiro immediato dello spot pretendendo, per par condicio, la foto di un gatto d’angora con la kefiah biancorossa.

  • Commento di Mix, 5.06.2008 #

    s Luca ma vedi, come dice Daniela, la questione etica. e l’etica non comunicazione, ma una questione molto pi seria. non dubito che qualche fazione palestinese trae vantaggio dalla notoriet. ma se noi legittimiamo l’impiego commerciale di simboli, stiamo dando ai meno protetti (giovani e meno muniti culturalmente) un messaggio devastante. li stiamo privando di ideali, e l’uomo, per vivere civilmente, ha bisogno di ideali. condivisibili o meno che siano. perch il relativismo radicale, caro Luca, ossia un’esistenza ove tutto posto sullo stesso piano, legittima un evasore pezzo di merda che guadagna 500.000 Euro l’anno a sputarti in faccia, perch ha vinto lui ed pi forte di te. mi spiego?

  • Commento di Luca Pettinelli, 5.06.2008 #

    Diffido istintivamente e ferocemente della sacralit. Un giovane educato a percepire come intangibili certe simbologie sar quasi inevitabilmente portato a legittimarne ogni manifestazione per mistificatoria o eccessiva che sia e questa non mi pare una grande lezione di etica. Troppo spesso i simboli sono serviti per nasconderci dietro qualunque cosa, tanto che a questo punto il loro sfruttamento commerciale , con ogni probabilit, il male minore.
    Per come la vedo io la lezione migliore da impartire a un giovane o a un “meno munito culturalmente” sarebbe proprio spiegargli che il re nudo, dirgli “Guarda, quella una sciarpa, nel corso della storia l’hanno indossata eroi, assassini, spie, uomini probi, bravi padri di famiglia, grandissimi figli di puttana e qualunque altra tipologia umana possa venirti in mente. Impara a distinguerli e avrai capito molto su te stesso e su tutte le sciarpe del mondo.
    In tempi come questi (per la verit poco diversi dai precedenti), in cui lo spirito critico viene esercitato per lo pi circa la scelta dei gusti di gelato e lo sport nazionale sembra essere la corsa a rifugiarsi dietro un leader o un logo politico o religioso, mille volte meglio l’iconoclastia dell’ossequiosit.
    Se devono essere seppelliti sar una risata a farlo, non certo lo sdegno contegnoso e borbottante da soloni. E se non li seppellir quanto meno gli tirer una badilata di terra in faccia che almeno li far incazzare e mostrer il loro lato vulnerabile.
    Insomma a un mio eventuale figlio insegnerei a rispettare gli uomini meritevoli piuttosto che le sciarpe. Anzi, gi che ci sono gli spiegherei anche che le tasse vanno senz’altro pagate ma questo non toglie che un giorno potrebbe anche capitargli di incontrare “un evasore pezzo di merda che guadagna 500.000 Euro lanno” che magari come persona meglio di quel tizio che vede tutti i giorni a scuola, quello che paga le tasse regolarmente, va in chiesa, non parla mai male di nessuno e ogni tanto si porta in bagno le bambine per insegnare loro i misteri della vita.
    E il miglior servizio che puoi rendere alla causa palestinese, ammesso che ti stia cos a cuore, casomai svelare il meccanismo che risiede in quell’immagine e nella reazione pavloviana che ha scatenato: alzare il velo, mostrare gli ingranaggi, scoprire i fili nascosti e ridere della loro stupidit, non fare la faccia indignata e dire “Sacrilegio! Come osate toccare il sacro simbolo?”

  • Commento di Mix, 5.06.2008 #

    Luca, secondo me hai troppa fiducia nell’umanit. io non credo che si possa rendere tutto disponibile a tutti. non si tratta di sacralit, ma di porre le cose nel loro giusto ordine. per me la kefiah si colloca “sopra” rispetto ad una bibita, anche se dietro a quella sciarpa si nascondono millantatori e mascalzoni. per me basta che sia morta una persona per quella sciarpa perch sia meritevole di rispetto (e di non essere mercificata). e ci non toglie che indubbiamente vanno vissuti gli uomini meritevoli, ovvio; ma quel merito di cui tu parli rischia di diventare il trionfo della soggettivit, con te al centro dell’universo che selezioni bene, male etc. Io porto rispetto per quello che hanno fatto altri, e non sono cos sicuro di poter sempre svelare le grandi trame della Storia.

  • Commento di Luca Pettinelli, 5.06.2008 #

    No, non ho tutta questa fiducia nell’umanit, almeno non pi di quanta ne ho nel fatto che un giorno gli oranghi impareranno a contare o le farfalle a volare all’indietro. La mia visione della cosa un tantino meccanicistica ed esula completamente da qualunque categoria etica e morale.
    Il trionfo della soggettivit che indichi come possibilit , nei fatti, assolutamente reale e inestirpabile. Chi altri, se non te, sta al centro dell’universo a selezionare bene, male, etc? Chi opera le scelte? Chi decide la direzione? Come diceva Margaret Thatcher (strane citazioni, lo so) “La societ non esiste“, ma qui si entra in un campo fin troppo distante dalle premesse iniziali.

  • Commento di Mix, 5.06.2008 #

    un tema assai interessante quello che poni. anzi, il tema, e mi piacerebbe molto discuterne. temo solo suicidi di massa.

  • Commento di Luca Pettinelli, 6.06.2008 #

    O la nostra cacciata da CB, nudi come vermi, a partorire con dolore e via discorrendo