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Una lettrice poco comune

di Elisa Bolchi

la sovrana lettriceLo sfilato siciliano è una preziosa tecnica di ricamo nella quale il valore viene dal togliere. I preziosi disegni si formano sottraendo tessuto e rifilandolo poi ad arte, a creare perfette simmetrie e delicati ornamenti.
Trovo nell’ultimo capolavoro di Alan Bennett, The Uncommon Reader, l’essenza di questa stessa tecnica: le perfette simmetrie e lo stile prezioso sono ottenuti non con la ridondanza o con l’ornamento linguistico barocco, ma grazie alla sottrazione e alla scelta sapiente di ogni singola parola. L’abilità e la qualità di scrittura di Bennett sono altrettanto rare di questa tecnica di ricamo che sta ormai andando a scomparire.
Ma non è soltanto lo stile di Bennett a essere magistrale. Le sue storie sono dei piccoli gioielli che brillano di luce propria e il cui valore non è dato dalla dimensione, ma dalla purezza.
La Queen Elizabeth di cui ci narra Bennett è deliziosamente ingenua e incredibilmente risoluta. È la Queen Elizabeth che veste di fuxia e di turchese per essere riconosciuta dal suo popolo tra la folla. È la Queen Elizabeth che non si è mai tinta né ha mai cambiato taglio di capelli perché sa che non è questo ciò che il popolo vuole da lei. Ma è anche una Queen Elizabeth molto unconventional, pronta a mollare tutto e tutti in nome di un “amore”. L’amore è quello per la lettura, un amore che non si conviene alla sovrana d’Inghilterra, e che viene aspramente criticato e scoraggiato da tutta la corte. Ed è proprio in mezzo alla corte che Bennett riesce a tratteggiare alcuni tra i personaggi migliori, come l’assistente personale della regina, Sir Kevin, o il Prime Minister, comicamente ottuso (spassosissimo il dialogo telefonico tra Sir Kevin e il segretario del Prime Minister), fino allo splendido personaggio, vagamente dickensiano, di Norman, il garzone che darà il via alla passione per la lettura della regina: un ragazzetto acuto, sveglio e brillante ma, a differenza dei membri della corte, senza grandi aspirazioni al potere. Una sorta di alter ego dell’autore, discretamente omosessuale, colto e silenzioso.
Due parole vanno spese anche per la scelta del titolo, assolutamente perfetta. Un colto richiamo al Common Reader, la celebre raccolta di saggi di Virginia Woolf, che a sua volta conteneva un richiamo a un saggio del dottor Johnson. Il lettore comune è colui che, pur senza specifiche competenze, acquista e legge i libri, meritando quindi l’attenzione e il rispetto di chi scrive. La sovrana lettrice (questo il titolo in italiano, purtroppo) si comporta da lettore comune, da non addetta ai lavori, ma sarà proprio il suo stato di lettrice decisamente uncommon a crearle, invece, non pochi problemi…

Alan Bennett
La sovrana lettrice
Adelphi


30.05.2008 2 Commenti Feed Stampa