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“Manuale di Storia” di Luca Luciani

di Cav. Marcello Stacchia

Luca LucianiL’opera: Da più parti si levano voci di revisionismo storico, e la Stacchia non sta a guardare, ed entra a gamba tesa nel mercato delle grandi pubblicazioni storiche. Per fare ciò, ci siamo rivolti al migliore, senza concessioni a soluzioni di compromesso: abbiamo voluto LUI, il grande storiografo romano, temporaneamente prestato alla grande impresa, Luca Luciani! Di seguito, alcuni brani dell’opera.

PREFAZIONE al MANUALE DI STORIA

“Perchè ho la faccia incazzata? Ho la faccia incazzata perchè respiro sfiducia… respiro aria di aspettativa, respiro aria di gente dei libri di storia! Respiro quelle facce da senso critico come quando uno vede la partita di pallone e gli antichi romani e allora sono tutti bravi… eh, perchè quelli lì sono tutti professori… cazzo! Questo è er messaggio a cui tengo molto: uno vede il libro di storia legge qualcosa sugli egizi e si fa dei film e poi vede i fenici che rimbalzano e sono tutte cazzate! E allora, visto che tutti mi danno per fatto, per cotto, farò il mio capolavoro: il manuale di storia! Cazzo!” (Luca Luciani, Roma, 2008)

LE SCONFITTE DI PIRRO

Oggi vi voglio parlare di Pirro, cazzo!

Pirro era il re dell’Epiro ma voleva espandersi in Italia perciò si imbarcò con il suo esercito e con gli elefanti che è come quando uno vede il circo: sono tutti professori, eh? Mah, oggi il circo non va bene… io qui, io lì… Cazzate! Allora Pirro arrivò in Puglia e si incazzò: perchè aveva la faccia incazzata? Perchè respirava aria di sfiducia, respirava gente che poi sono tutti dei fenomeni a far rimbalzare, vero?

Quando Pirro si scontrò con i romani tutti lo davano per fatto… per cotto… ma qui Pirro realizzò il suo capolavoro: a Città del Messico, una pianura vicino a Bari, prese tante mazzate dai romani, cazzo se le prese! Eppure vinse la guerra e conquistò l’Italia fondando l’Impero Pirresco d’Occidente che dura fino ai primi del novecento grazie agli elefanti.

LA RIVOLUZIONE FRANCESE

Oggi vi parlerò della rivoluzione francese, cazzo!

La Francia era incazzata: e perchè la Francia aveva la faccia incazzata? Perchè respirava aria di sfiducia nei monarchici e negli aristogatti. Questo è un messaggio a cui tengo molto: i contadini e i poveracci della Francia erano francesi, cazzo! E non avevano nulla da mangiare che poi sono tutti bravi e fanno i professori, perchè i nobili qui e i nobili si rimbalzano il titolo… e je suis Catherine Deneuve… ma sono tutte cazzate!

Per farla breve, i francesi, che sono una delle aziende più belle che esiste al mondo, ma va dimostrato con i fatti, cazzo! E allora si incazzano e corrono e vanno alla reggia di Versace, ma non solo, cazzo! Si prendono pure la Pastiglia! Perchè questo è un altro messaggio a cui tengo molto: se respiri aria di sfiducia ti viene il mal di testa: io ce l’ho sempre, cazzo! E allora piangersi addosso non serve assolutamente a un cazzo: guardate Napoletone per esempio! Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza… i francesi fecero il loro capolavoro: risolsero il problema del mal di testa con un rimedio bellissimo, la ghigliottina, e tagliarono la testa al topo Ratatouille. E grazie alla rivoluzione oggi tutti sanno chi cazzo sono i francesi e tutti vanno a San Francisco la sua capitale per fare le vacanze e per vedere il colosseo.

LA BOMBA ATOMICA SU HIROSHIMA

Oggi vi parlerò di Hiroshima, cazzo!

I giapponesi avevano la faccia incazzata: perchè avevano la faccia incazzata? Avevano la faccia incazzata perchè quella cazzo di guerra mondiale non finiva mai… e respiravano aria di aspettativa, respiravano aria di gente che poi sono tutti bravi a fare i professori… e butta una bomba qui e fai un’invasione là… ma senza strategia non serve assolutamente a un cazzo e anche se uno è l’azienda più bella del mondo poi non vince, cazzo!

Per questo, quando vennero a sapere che un americano, un certo Enola Gay (che poi gli uomi sessuali nell’esercito non ci dovrebbero neanche stare, cazzo!) voleva buttare la bomba sul Giappone, si incazzarono di brutto. Forza, strategia, determinazione, i giapponesi fecero il loro capolavoro: costruirono una grande fionda e rispedirono la bomba in America e la fecero scoppiare in una grande pianura proprio vicino alla loro capitale Stalingrado, cazzo! Fu così che i giapponesi vinsero la guerra e Hitler li invitò per festeggiare a Bora Bora, in Germania.

LA SCOPERTA DELL’AMERICA

Oggi non vi parlerò di Derrick, non vi parlerò di Maigret, ma vi parlerò di Colombo, cazzo!

A Cristoforo Colombo piaceva correre in macchina, e la sera con gli amici andavano su uno stradone che porta a Ostia a fare le corse clandestine, libretto a libretto, e chi vince si prende tutto tanto che a furia di andarci a quel cazzo di stradone gli diedero il suo nome, cazzo! Ma lui quando guardava i suoi rivali respirava aria di sfiducia aria di aspettativa vedeva facce da senso critico che non capivano che la Colombo è la più bella azienda del mondo, e allora si capiva perché aveva la faccia incazzata. Allora Cristoforo Colombo un giorno si rompe i coglioni va sulla strada che tanto bene conosceva si carica tre signorine di origine sudamericana che erano use trascorrere le ore notturne sul marciapiede (tali Nina, Pinta e Santamaria, che però non è parente dell’attore, cazzo!) e le invita a farsi una vacanza in barca a vela “verso ovest, verso le indie”.

Loro accettano di buon grado avendo strappato 1000 Euri al giorno più le spese e lo seguono ma dopo giorni e giorni di navigazione non vedono un cazzo, e Cristoforo si ritrova nuovamente facce incazzate e allora quando tutti lo davano per cotto, per fottuto, realizza il suo capolavoro: forza, strategia, chiarezza delle idee, e continuando a veleggiare verso Ovest arriva a Marina di Massa, che ribattezzerà America come omaggio al famoso gruppo musicale in voga negli anni ‘70 e ‘80; ma anche lì critiche su critiche, sono tutti professori, e allora capisce che anche Nina, Pinta e Santamaria si fanno dei grandi film che sono tutte cazzate.

GIULIO CESARE

Oggi non vi parlerò né di Alessandro né di Giovanni né di Antonio, ma di Giulio Cesare, cazzo!

Giulio Cesare aveva il vizio del gioco, cazzo! Aveva appena perso con i galli (con i cavalli e con i cani ci aveva già rimesso una cifra di sesterzi, cazzo!) e quando guarda le sue truppe respira aria di sfiducia, aria di aspettativa, respira quelle facce da senso critico come quando le truppe vedono Cesare che gioca ai dadi e il dado è tratto e poi Cesare è tutto rubicondo come il famoso fiume, cazzo!

Allora Giulio Cesare torna a casa, a metà marzo, incazzato come un mulo, e trova alcuni amici da attenderlo. “Che cazzo volete?”, gli chiede. “Ora sono cazzi tuoi”, è la risposta, e giù coltellate come se piovesse. Ma lì Giulio Cesare realizza il suo capolavoro: forza, strategia, chiarezza delle idee… e un po’ schivando, un po’ offrendo ai congiurati organi non vitali tipo l’alluce, Giulio riesce a metterglielo al culo e ad evitare un cazzo di destino crudele e si salva, facendo poi uccidere tutti gli avversari compresi Bruto e Braccio di Ferro. Poi racconta tutto ad un suo amico inglese, tale Shakespeare, che sente la storia, si rimbalza e poi si crea dei grandi film che sono tutte cazzate.


14.04.2008 10 Commenti Feed Stampa