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Il dente avvelenato

di Sauro Sandroni

L’altro ieri sera sono andato a farmi togliere il dente del giudizio. Se siete masochisti, andate dal mio dentista: vi farà male, e voi starete bene. Invece, se siete sadici, ci sono buone probabilità che siate il mio dentista, e in tal caso vi saluto calorosamente e vi ringrazio di avermi fatto la ricevuta al momento di pagare, ché non è certamente cosa scontata.
Il mio dente del giudizio, da quel grandissimo figlio di puttana che era, aveva pensato bene di crescere in orizzontale senza spuntare fuori dalla gengiva, frantumandosi per bene al suo interno e abbarbicandosi alla mandibola come una zecca nell’epidermide di un cane. Per toglierlo, al sadico, gli ci sono volute quasi tre ore (ed era pure aiutato da due sadiche femmine di grado inferiore). Tre ore nelle quali il sadico si incazzava pure se ogni tanto tossivo sputando sangue o iniziavo a piangere copiosi lacrimoni per via del dolore: sapete, tutto questo mio muovere la testa “non lo faceva lavorare bene”. Lo dite voi? Lo dico io? Lo dico io: il budello di su’ ma’ cane.
Che poi io avevo una paura boia. Non avevo paura di sentire male: aveva paura di avere paura di sentire male, e quindi iniziavo a contorcermi ancora prima che il sadico mi toccasse con i suoi ferrettini e i suoi trapanini e potessi sentire male davvero. E poi avevo anche paura che mi toccasse il nervo, quello che passa vicino al dente del giudizio. Per tutto il tempo in cui sono stato con la bocca spalancata, piena di ferri e di dita inguainate nel lattice, il mio pensiero fisso è stato “oddio, adesso questo stronzo mi tocca il nervo e io impazzisco dal dolore, gli occhi mi si rovesciano all’indietro e mi alzo di scatto con la bava che mi esce dalla bocca sanguinante, quindi afferro urlando quel cazzo di punteruolo che mi ha infilato nella gengiva e glielo pianto in un occhio, a lui, poi afferro le due aiutanti e con quella bassa ci stupro quella alta, così imparano a toccarmi il nervo sotto al dente del giudizio, con il rischio che poi mi si paralizza la bocca e divento brutto come Sylvester Stallone quando urla”. E’ andata bene, perché poi non è successo niente di simile e il nervo non me l’hanno toccato, anche se adesso sono qui con la faccia gonfia, storta (con la barba sembro un incrocio tra Braccio di Ferro e Bluto), nera, un fottio di punti in bocca e sono due giorni che mangio solo yogurt e Fruttoli, cosa che ha reso il mio intestino una cosa molto simile a quei fiumi impetuosi dove la gente va a fare il rafting. Vi do un consiglio e vi dico una cosa che non sapevo e che ho imparato ieri. Il consiglio: non toglietevi il dente del giudizio, mai. Fa male. Casomai sparatevi, si soffre di meno. La cosa che ho imparato: le bestemmie dette a bocca aperta non rendono bene l’idea del messaggio che vuoi comunicare, anche se il dentista e le aiutanti dentiste, secondo me, qualcosa hanno intuito.


10.04.2008 10 Commenti Feed Stampa