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Non sei tu

di Nicolò La Rocca

non-sei-tu.jpgNon sei tu, Vestal McIntyre, Fandango, pp. 256, euro 18. Les stato rapito e ha rifiutato una chance per scappare: perch per la prima volta si sente coinvolto in qualcosa, seppure nel suo rapimento. Un’occasione per impersonare un s assente. Les il personaggio pi rappresentativo tra quelli narrati nella raccolta dall’emblematico titolo Non sei tu , riassume bene lo spazio poetico di Vestal McIntyre: sentire se stessi, nonostante tutto, questo il nodo. Perch Les, e tutti gli altri personaggi di questi racconti, urtano contro un mondo che respinge ogni sentire: lo stesso che stato narrato magistralmente dal grande Raymond Carver, un’America periferica, nella quale il non luogo sbava dai piazzali dei centri commerciali, dalle schiere uniformi delle villette suburbane, dagli uffici anestetizzati delle citt, per inglobare in un blob grigio anche le presenze umane che l’affollano. Tuttavia McIntyre riesce a liberarsi di quell’armamentario che dopo Carver si spesso fatto maniera e rivolge il suo sguardo anche sui lindi paesaggi di un’apprezzata american beauty , all’interno della quale esplode una vitalit inattesa, come se fosse stata incubata per secoli, una sorta di sentimento dell’esistenza che sopravvive agitandosi sotto la coltre tiepida e quieta di una vita nei binari del sogno americano, un sogno declinato nelle opposte polarit della rinuncia e dell’attacco. In questi racconti sia chi accetta il proprio ruolo subalterno, sia chi crede di occupare una posizione di forza, a un certo punto deve fare i conti con questo sentimento di s, deve tradurlo in scelte – anche nel caso limite di Les che si tuffa nelle braccia dei suoi rapitori. Questa gente che nell’ovviet di una vita prefabbricata cerca un nome e per un attimo, frugando nel profondo del cuore, riesce perfino a trovarlo.

Recensione pubblicata su Queer di Liberazione del 23 marzo 2008


9.04.2008 Commenta Feed Stampa