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La posta del cuore

di Dottoressa Dolores dell'Amore

Mi scrive fabrizio:

Dottoressa, mia moglie è ninfomane e soffre di una acutissima forma di anerchìa: i due fenomeni combinati assieme sono letali… Cosa mi consiglia?

Grazie,
fabrizio deldonno

Caro Fabrizio, innanzi tutto ti debbo le mie scuse per il ritardo con cui raccolgo il tuo grido di aiuto, ma solo adesso son rientrata in Italia.
Era stata richiesta la mia presenza ad un consulto fra i maggiori specialisti in sessuologia ed isteria di massa per contrastare un caso di recrudescenza di “confessio eiaculatio fedifragibus” esplosa negli ultimi tempi in un Paese oltreoceano del quale non posso fare il nome.
Risolto il problema con un geniale ritrovato di chirurgia moderna (un’illustre collega, la dottoressa Gradiska, ha avuto la brillante idea di spillare con la cucitrice i membri dei membri del parlamento di quel Paese), ho potuto far ritorno a casa ed eccomi qui a leggere la tua missiva.

Caro amico, quello che mi esponi si presenta in effetti come un problema di non facile soluzione.
Si trattasse solo di ninfomania sarebbe poco male. Sarebbe bastato il classico trucco del marito incapace. Si simulano piccoli contrattempi domestici, dalla rottura degli elettrodomestici allo sgocciolamento insistente dei rubinetti, e poi si dimostra totale incapacità nel riparare i danni. A quel punto non resta che chiamare l’idraulico o l’elettricista di turno e si aspetta che la natura faccia il proprio corso.
Certo, questa cura ha le sue controindicazioni, prima fra tutte una difficoltà crescente a passare attraverso le porte o di camminare sotto soffitti non troppo alti. Senza contare che così facendo rischiate di trovarvi sul lastrico dopo poche sole sedute di terapia.
Ma, si sa, ogni medaglia, per quanto bella, ha i suoi rovesci.

L’anerchia1 stessa, presa singolarmente, non sarebbe una malattia grave. Un illustre collega, il dottor Trömborg, l’ha studiata con particolare attenzione ed ha trovato una cura a dir poco miracolosa.
Quello che spaventa è la combinazione fra i due disturbi.

Che dire, caro amico? Hai già provato i rimedi più ovvi, tipo club per scambisti, orge, abbandono della moglie nelle piazzole autostradali ritrovo di camionisti in vena di pubbliche relazioni?
Se la risposta è sì, bisogna senz’altro ricorrere a soluzioni estreme. E a questo punto la cura dipende unicamente da te.
Sì, caro amico, dipende proprio da te e dalla tua sensibilità.

Sei per caso un uomo moderno, libero dai vincoli della mentalità borghese e bacchettona, ipocrita e cristallizzata su modelli ormai antiquati di convivenza familiare?
Sei d’altro canto stufo della vita mediocre che stai conducendo e desideri da sempre metterti in proprio, tirare su un’attività tutta tua, creare dal nulla un’impresa redditizia che ti faccia sentire un uomo veramente realizzato?
Cogli l’occasione! Sfrutta la naturale predisposizione di tua moglie nel fare nuove conoscenze!
Apri un bel sito internet e mettici delle sue foto.
Ma mi raccomando, deve essere qualcosa di elegante, dalla grafica ben curata, dall’aspetto altamente professionale e con un tariffario di un certo livello.
Vedrai quante simpatiche amicizie nasceranno! Vedrai che ne rimarrete entrambi pienamente soddisfatti.

Sei invece uno di quei fighettini sinistrorsi che aborrono l’idea del profitto?
Una buona soluzione potrebbe essere quella di darsi allo sport.
Lo sport è salubre, è un toccasana per quasi tutti i malanni. Potresti accompagnare tua moglie a vedere un bel torneo di rugby, sport sano per antonomasia. Per lasciarla, a fine partita, a godersi il terzo tempo in balia di quegli omaccioni, che così, a occhio, sembrano belli resistenti.

Mi auguro di cuore, caro amico mio, che questi consigli ti siano d’aiuto.
Perché la soluzione finale, quella a cui ricorrono tutti, il ricovero nella famosa clinica Villa Certosa di Parma, la vorrei evitare. Di solito le pazienti che vanno lì fanno una brutta fine.
Non solo non guariscono, ma si ritrovano pure candidate nelle liste del Pdl!

Sua,
Dolores dott.ssa dell’Amore

  1. Anerchìa (dal greco α-νέρκίοσ). Definizione: meglio nota come “Sindrome di Ursula”, l’ànerchia è un disturbo della personalità che si manifesta ordinariamente con l’inizio della pubertà: ad oggi, gli studi epidemiologici dimostrano che l’anerchìa colpisce esclusivamente pazienti di sesso femminile. I casi di apparente anerchìa maschile sono stati più correttamente riqualificati dal dr. Trömborg come manifestazione di altre disfunzioni (v. voce “Uomosessualità”). Cause: il dr. Trömborg ha riscontrato come l’anerchìa sia molto più diffusa, curiosamente, fra fanciulle non propriamente avvenenti (v. voce “Sindrome del radiatore o anche della cozza maledetta”). A dire la verità, la ricerca ha dimostrato come episodi di anerchìa si siano manifestati anche in splendidi esemplari di femmina (v. voce “Gran topa”), soprattutto ove reduci da lunghi periodi di cattività (ad esempio, iscrizione in collegi femminili, convegni di Comunione e Liberazione, raduni di papaboys). In realtà, duole dirlo al dr. Trömborg, ma le cause di questa piaga sono ancora un mistero per la scienza medica. Manifestazioni: l’anerchìa si manifesta nella prima adolescenza con repentini cambiamenti di umore: la leggiadria dell’infanzia lascia il posto ad una improvvisa cupezza, interrotta solo da pianti improvvisi e da grida soffocate. Nella vita relazionale, l’anèrchica rivolge all’esemplare del sesso opposto un’attenzione eccessiva e talvolta scomposta, che può degenerare in condotte ossessive e maniacali, spesso contrarie alle regole del comune senso del pudore (v. voce “Mignotta”). Cura: l’anerchìa è stata per lungo tempo ritenuta, a torto, una malattia incurabile. Ma il dr. Trömborg, dopo lunghe sedute con i suoi assistenti, è riuscito ad isolare una terapia efficace nel 90% dei casi trattati, producendo come unico effetto collaterale una persistente paresi facciale [torna su]

7.04.2008 4 Commenti Feed Stampa