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Violento incantevole

di Ludovica Anselmo

annaemilialaitinenPovero te morto due volte. Eri strano, un poco strano, erano le tre del pomeriggio, col tuo corpo docile e tremulo, attraversavi veloce tutta la città, correvi con i pochi chili addosso e un profilo da fanciullo magretto.

Non so se gliela faremo. Non gliela fecero, minuto dopo minuto respiravi sempre meno e poi ci fu un ultimo scrocchio. Crick, o una cosa del genere, e venne l’infermiera a spegnere tutto. Non è possibile, non si muore in tre ore, no? E poi non potevi morire, avevi sedicianni, ma erano le sette di sera, il sole ancora alto, era l’ora degli aperitivi, il sole bruciante ed eri morto davvero. Povero te morto due volte.


28.03.2008 2 Commenti Feed Stampa