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Dibattito fra il Cavaliere e Severgini

di Cav. Marcello Stacchia

Cari giovanotti,

Vi racconto lultima che mi capitata. Laltro giorno, per il periodico appuntamento Ci sono anche gli altri, ero a cena con Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca, Alberto Ronchey e Beppe Severgini. Si parlava del pi e del meno, ed io non ero nemmeno granch di umore: Luciano aveva lasciato scuocere i maccheroncini Ai Sette Sapori, e la temperatura del Nero dAvola non mi convinceva affatto. Dun tratto, prende la parola il giovine Severgnini, e mi fa: Cavaliere, ma sa che le dico? Basta con questa saggistica daccatto, basta con questi soloni, detentori del giusto e del vero! La letteratura del Terzo Millennio corre veloce come il nostro tempo! ora di narrativa usa e getta, di libri reality, di instant book! Il lettore vuole sapere tutto, vuole essere al centro della scena, di tutte le scene possibili! Cavaliere, il nostro il tempo del progresso, della tecnica, del domani! Basta col vecchiume di certa editoria, noi guardiamo avanti!.

Eugenio e Giorgio, che mi conoscono bene, hanno cominciato a sudare freddo. Cavaliere, lo perdoni, giovine, non sa quello che dice, mi sussurrava uno. Maestro, non perda la calma, ci pensiamo noi a rimetterlo al suo posto, ha aggiunto laltro. Alberto era in piedi, indignato, e non proferiva parola.

Io mi sono alzato, ho buttato gi una camomilla rinforzata alla valeriana con doppio Xanax, e mi sono rimesso a sedere, in un silenzio glaciale; ho guardato fisso negli occhi il mio interlocutore, e gli ho fatto: Giovanotto, la mia risposta la avr, ma non qui; ne riparleremo sulle paginette del suo giornaletto bello, e chiss che nel frattempo non abbia cambiato idea! Vergonia!.

Il resto storia.

Vostro

Cav. Marcello Stacchia

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21.03.2008 5 Commenti Feed Stampa