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Il Partito del Vecchio Amico

di Cav. Marcello Stacchia

PdVAMisterbianco, marzo 2008: manca ormai un mese alle elezioni, ed il Cavaliere, giusto in tempo per la scadenza dei termini per il deposito dei simboli elettorali al Viminale, ne combina un’altra delle sue! Ancora nelle orecchie e nel guore il banio di folla del Vergonia Day, nel quale la Nazione ha chiesto al Cavaliere di impeniarsi in prima persona per salvare il Paese bello dalla masnada bolsievica e uomo sessuale, il Cavaliere ha costituito un think tank con le migliori intelligenze politiche in circolazione, alle quali ha chiesto “un colpo d’ala, una scelta d’eccellenza, l’asso nella manica!”. Dopo giorni e giorni di accese discussioni, l’augusto consesso – al quale partecipavano, oltre agli immancabili Fiunda e Steregoni, persino Tungu in videoconferenza dal Ciad, per dare un tocco di internazionalità alla consultazione – si è espresso, ed ha tirato fuori il super-candidato, l’uomo impossibile da battere:

“Cavaliere, abbiamo l’uomo che fa per lei; e l’asso ce l’ha (e come),

ma non nella manica!”

Ebbene sì, giovanotti de sta Roma bella! Proprio lui, Johnny Tarallo, ha accettato di far parte della squadra politica del Cavaliere, che con questo acquisto si candida a pieno titolo per il governo del Paese “r’oo maro e r’oo sole”.

Ma bando alle ciance; da più parti si lamenta un’imbarazzante mancanza di programmi, a destra come a sinistra, e non si capisce più chi è di destra e chi è di sinistra, chi sta sopra e chi sta sotto, chi sta davanti e chi sta di dietro. Con Johnny Tarallo, “L’UOMO CON LA BARRA AL CENTRO”, non ci sarà più nessun dubbio! Un partito moderato, dunque, ma anche audace, come testimonia anche il nome bello: nasce il Partito del Vecchio Amico (PVA), il partito di cui gli italiani avevano davvero bisogno!

Programma del Partito del Vecchio Amico

Il Cavaliere propone un programma di riforme ambizioso ma realistico, all’insenia delle tre “C”: Cavaliere, Cultura e Caponata! (e che pensavate, svergoniati?!):

1. Riforme costituzionali: presidenzialismo forte alla catanese, che prevede l’attribuzione di tutti i poteri al Presidente ed alla sua famiglia, con contestuale scioglimento di quegli inutili simulacri di democrazia che si raccolgono intorno alle assemblee elettive: vergonia!

2. Riforma delle pari opportunità: alle Pari opportunità verrà nominato Ministro Johnny Tarallo, l’uomo che non guarda in faccia nessuno; maschio o femmina che sia, Johnny ti riserva lo stesso trattamento!

3. Riforma della legge elettorale: come sopra detto, se ne può fare benissimo a meno.

4. Riforma dell’editoria: alle imprese editoriali siciliane, condotte con piglio autoritario da provati imprenditori ultranovantenni, il cui cognome comincia con “Stac” e finisce con “chia”, compete quale provvidenza a fondo perduto il 10% del PIL annuo.

5. Riforma della disciplina sul conflitto d’interessi: il Cavaliere, una volta eletto, affiderà la casa editrice Stacchia ad un blind trust, gestito da Stevie Wonder in persona! E poi vedremo chi avrà voglia di parlare di conflitto d’interessi! Vergonia!

6. Riforma degli italiani nel mondo: cari italiani nel mondo, state pure lì dove siete, non vi preoccupate, casomai veniamo noi!

7. Riforma dell’economia: adozione del modello rurale e contadino, per far tornare il nostro Paese ai valori belli di una volta; in vece del Libretto Rosso, Amen di R. Fiunda.

8. Riforma del Codice penale: introduzione del reato di uomo sessualità, che autorizza chiunque colga in fallo questi mascalzoni ad impartirgli sonore dose di leniate sulla groppa! Vergonia!

9. Riforma radiotelevisiva: nazionalizzazione di tutte le emittenti televisive private, e fusione con l’attuale televisione pubblica; soppressione di tutte le emittenti televisive locali; creazione di un’unica emittente nazionale, denominata Tele Misterbianco, trasmessa su 12 canali; due ore al giorno di discorsi del Cavaliere (ovviamente a reti unificate).

10. Riforma della Pubblica Amministrazione: snellimento della pubblica amministrazione mediante soppressione di tutti i dicasteri tranne il Ministero dell’Editoria Bella ed il Ministero delle Pari Opportunità (v. sopra).

11. Riforma fiscale: unificazione di tutte le imposte ad un’unica aliquota del 75%; soppressione della legge di bilancio, sostituita da un proclama a reti unificate del Cavaliere ad inizio anno, che spiegherà, per sommi capi, che intende farci con quei danari.

12. Riforma della pubblica sicurezza: ci pensa Luciano in persona, che all’uopo si ispirerà a 1985, il capolavoro (per lungo tempo colpevolmente inedito) di Orwell; poi voliamo vedere se vola una mosca!

13. Riforma della giustizia: abolizione dei tribunali, in favore di un giudizio sommario, affidato al Cavaliere in persona nella sua magnanimità.

14. Riforma della disciplina sull’ambiente e sull’energia: reintroduzione delle centrali a carbone, con il sapore delle cose belle di una volta.

15. Riforma delle grandi opere: altro che Ponte sullo Stretto! Altro che TAV! una bella metropolitana da Misterbianco (Piazza Stacchia 1) con fermate a: Roma; Firenze; Venezia; Sardenia (sole, mare e …); Nizza; Montecarlo; Parigi; New York; Amsterdam (il Longhi ha insistito tanto: vergonia!); Ciad.

16. e infine… lotta senza quartiere alla Casta! Chiusura del Brennero e altri valichi per impedire a quella svergoniata ed al suo fidanzato di rimettere piede sul suolo patrio bello! Vergonia!

PdVA


6.03.2008 7 Commenti Feed Stampa