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serata nirvana

di vins gallico

NevermindMi venuta voglia di sentirli di nuovo. Ogni tanto mi capita con i gruppi che ho amato. Vado a cercare fra i miei cd. Il primo che trovo Nevermind. Guardo la copertina con il neonato che nuota sotto un’acqua di un celeste artificiale e paradisiaco. Lo metto su. Alzo il volume. Stereo a palla. Partono i bassi. Che venga pure a lamentarsi la vecchia stronza del terzo piano.
Mi ricordo di dieci anni fa. No, era di pi, di quando avevo i capelli lunghi e pogavo come un dannato. Sudavo. Davo di gomito. Prendevo spintoni. Li restituivo. E avevo in corpo una dose di alcol da campionato mondiale dell’etilometro.
Ora sono diverso. Per mi torna improvviso il desiderio di farmi una canna. Chi sa se mi rimasta un po derba dallultima volta? La cerco. Serata Nirvana in tutti i sensi stanotte.
Trovo un altro cd: In Utero. Levo Nevermind e lo metto su.
Sandra mi torna in mente dal nulla.
Stava con uno che veniva a scuola con me. Mi piaceva un casino al liceo e ogni tanto anche lei buttava unocchiata nella mia direzione. Ma intanto sera incatenata a quel tipo, una storia di quelle cominciate a tredici anni.
Era bionda Sandra, gli occhi neri che parevano due pozzi senza il fondo. Ed era una fighetta, Sandra, di quelle vestite a tiro, mai un capello fuori posto, un jeans strappato, una maglietta macchiata di dentifricio. Per quando sentiva i Nirvana partiva di testa anche lei, come me.

Come ad esempio quella sera che la beccai al Black-out. Beveva una cosa insieme ad altra gente. Andai a salutarla. Dopo poche battute le chiesi del tipo. Stavano ancora insieme. Sette anni ormai. Porca puttana, Sandra!
Cos me ne tornai alla base, dai miei fidi ed abitudinari compagni di sbornia e la serata and avanti come da copione solito e alcolizzato fin quando

Fin quando alle tre e mezzo son sfatto, ubriaco perso. Mi vado a mettere in fila davanti al cesso e chi ti becco di nuovo? Sandra. Due occhi rossi come semafori. Mi guarda, la guardo. Scontro di saette nelletere. Elettricit invisibile. Molecole in visibilio.
Senza dir nulla attacchiamo a pomiciare. Mi mette una mano sul culo. Non mi creo problemi a contraccambiare. Non parliamo, ma sappiamo di essere bestie un po’ troppo vestite.
Usciamo dal Black-out senza dar retta a nessuno. La musica batte forte allo stomaco. Arriviamo in silenzio alla mia macchina. Entriamo. Scopiamo l, in via Gallia, nel bel mezzo di San Giovanni, mentre Roma dorme.
Mi spoglia. La penetro subito. E ancora asciutta. Ma emette versi come se gi godesse. Provo ad aprire il cruscotto. Afferro la scatola dei preservativi. Lei fa segno di no. Scuote la testa. Spingo forte. Provo per ad andarci lento. Ma Sandra ansima, urla, si agita, spalanca la bocca come se avesse un pugnale conficcato alla schiena.
Vengo dentro di lei.

Sgrana gli occhi: – Sei venuto dentro?
– Tranquilla, sono pulito. Ho fatto il test da poco.
– Dentro? Mi sei venuto dentro? urla isterica.

Il giorno dopo siamo al pronto soccorso del Policlinico per la ricetta della pillola del giorno dopo.
Cazzate. Malintesi. Io che credevo prendesse la pillola dopo sette anni di storia col tipo. Lei che era impazzita. E poi non le piace scopare con i preservativi, alla stronza.
Da allora non lho pi vista.
Da allora sono sempre stato prudente.

Il cd finisce. Lo rimetto nella custodia. Penso a come sarebbe potuta cambiare la mia vita in via Gallia.
Mi sorprendo a cantare: – Come as you are.


30.01.2008 5 Commenti Feed Stampa