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Milleottocentosettanta e dintorni

di vins gallico

Non credete a chi vi racconta altre storie a proposito: quello che ha inventato il punt e mes cest moi.
Poi magari quel signore che per primo ha fatto il gesto con il pollice e lindice dir che ad inventarlo stato lui e si approprier di tutti i meriti, e allora va bene: si tenga la soddisfazione e il primato, ma sappiate che sta mentendo. Daltronde, un signore di quelli che lavorano in borsa, un cliente della razza che ha sempre ragione.
Ma a capirlo per primo quel gesto, a dargli un vero significato sono stato io, tutti qui alla bouvetteria lo possono testimoniare, che era ben pi difficile capirlo con la baraonda della gente che urlava, ordinava, si sedeva, si alzava, faceva i suoi comodi, insomma la solita commedia del pomeriggio.
Comunque forse meglio se andiamo con ordine
Partiamo da qui: mi chiamo Luigi, ho undici anni e lavoro come garzone alla bouvetteria sotto i portici di Piazza Castello a comando del signor Carpano. S, avete sentito bene: il signor Carpano, Carpano Giovanni per la precisione, il pronipote di sua eccellenza Antonio Benedetto Carpano buonanima, proprio lui, lo scopritore del vermut.
E le cose che vi dir le ho sentite dal signor Giovanni in persona.
Ad esempio lo sapevate che il suo bisnonno allepoca, ormai era il secolo scorso, lavorava pure lui a garzone? Proprio come me.
Ma lui, la buonanima, aveva in testa unidea precisa e con pazienza e dedizione l’ha messa in pratica: voleva dedicarsi ad una nuova bevanda.
Come era tradizione in famiglia, mescol al laboratorio del vino moscato a erbe aromatiche, una quindicina dice il signor Giovanni, forse trenta sostiene la moglie. Di particolare so che cera pure lassenzio e ne venne fuori un intruglio dal sapore amarognolo che metteva appetito: lo chiam vermut come una parola tedesca.
Allinizio era indeciso se farlo assaggiare al padrone, poi finalmente si convinse e gliene porse un bicchiere. Il padrone si bagn le labbra, grad, poi butt gi e trasecol. Stupito della bont del prodotto, ne mand nientepopodimeno che una cassa al re, Vittorio Amedeo III, mi pare.
Il re assaggi pure lui la nuova ricetta e rimase senza parole. Immediatamente sospese la produzione del rosolio sabaudo e volle soltanto cassette di vermut.
Cos nato il posto dove ora lavoro e tutta Torino pazza per questa trovata da ormai quasi centanni. Il laboratorio per distillare quel coso produce ventiquattro ore su ventiquattro e anche noi non chiudiamo mai.
Ah, chiss quante ne hanno viste queste mura? Ad esempio Verdi, il compositore, quello de La Traviata, era sempre qua a canticchiare dopo un paio di bicchierini. La moglie del signor Giovanni, ogni volta che se lo ricorda, fa: Amami Alfreeedo.
E anche il conte di Cavour non riusciva a resistere al vermut. Passava qua le ore a parlare di politica. Persino il re Vittorio Emanuele II, s, il nostro re dItalia adesso, adora il vermut.
Pensate che c anche chi racconta la sciocchezza che lui abbia inventato il punt e mes, dicendo che questa bevanda era pi buona delle altre di un punto e mezzo. Corbellerie belle e buone!
La realt che uno di quegli agenti di borsa, quello che fra noi dietro il bancone chiamiamo il Mustacchi, per via dei baffi da ussaro, un paio di mesi fa mi ha chiamato: Luigino, Luigino. Ero abbastanza lontano, ma gli ho fatto segno col capo che lavevo visto. Lui allora ha sollevato il pollice e poi con lindice ha tagliato in orizzontale la traiettoria. Sulle labbra gli ho letto la parola china. Ho capito che nel vermut voleva anche una mezza dose di china.
Da allora i suoi colleghi, come se non gli bastasse gesticolare tutto il giorno in borsa, ordinano cos, con il pollice e lindice, e fra di loro lo chiamano il punt e mes.
Gli par di avere avuto una gran trovata, mentre se ne stanno a discutere del papa, di Garibaldi, del mezzogiorno e tutti quegli altri discorsi.

Io da grande non voglio interessarmi alla politica. Voglio fare come il signor Carpano e aprirmi una botteguccia tutta mia, ma non una liquoreria, Dio me ne scampi. Ne stanno gi spuntando un po troppe e con questa storia degli aperitivi la gente si annoier prima o poi.
Ho sentito dire che a Milano un tale signor Ramazzotti prova a fare la concorrenza al vermut. E gi qui a Torino i Martini e i Rossi si sono messi sotto a fare prodotti simili.
Io per me vorrei qualcosaltro, anche se mi piace lidea del bistr, del caff con il mio nome e il mio cognome sopra. Cos che la gente dica: Andiamo da Luigino.
Al locale ci ho fatto labitudine. A vivere fra le tazze e i bicchieri.
Tanto che a volte torno a casa alle dieci passate, quando gli altri della mia et ormai dormono. Qualche giorno fa, a proposito, mi ha fermato la signora Lombroso, la moglie di quel tipo tanto strano, sempre con i libri di legge appresso e le facce. La signora mi ha chiesto che facevo in giro a quellora. Le ho detto che tornavo dal lavoro.
Ha un aspetto da delinquente ha fatto suo marito squadrandomi, Lo si capisce dagli occhi.
Sei un delinquente?, la signora allora mi ha chiesto.
Non le ho risposto, ma quando ha domandato come mi chiamavo, Luigi, ho sussurrato, mi chiamo Luigi lavazza.
Poi ho aggiunto: Io ho inventato il punto e mes.


17.01.2008 1 Commento Feed Stampa