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Effetti di uno sciopero su una Industria Ceramica del nord

di Roberto Chilosi

Sciopero dei TIRPremessa: lo sciopero era sacrosanto, i camionisti avevano ragione, le loro rivendicazioni assolutamente giuste, un po’ meno il fatto che imponessero a tutti il blocco e che rompessero (visto con i miei occhi al casello di Modena Nord) i camion di chi comunque voleva lavorare.

Il posto dove lavoro è sull’Appennino parmense, tre stabilimenti di 175/160/20 dipendenti cadauno, decentrato rispetto alla sede amministrativa che è a Sassuolo.

Noi dipendiamo, ahimè, per intero, cient pè cient, dal trasporto su gomma per quel che riguarda l’approvvigionamento di materie prime quali: argille, silicati, sabbie, coloranti, smalti, coloranti, pezzi di ricambio, gasolio per carrelli e camion.

Ma, sopratutto, facendo 45.000 mq di mattonelle al giorno e non avendo a disposizione che pochi chilometri quadrati di magazzino, dipendiamo completamente dalla gomma per portare vie tutte quelle piastrelle.

Già in condizioni normali, con i nostri 11 camion più tutti i vettori, facciamo fatica a smaltire i magazzini; siamo così produttivi che per liberarli avevamo ottenuto il fermo della produzione dal 14/12 fino al 14/1.

In due giorni di sciopero è stato il disastro.
Lunedì mattina i nostri camion sono stati fermati a Modena Nord e, fortunati almeno loro, fatti tornare indietro.
Nel frattempo però la produzione continuava e le mattonelle si accumulavano.
Martedì sera abbiamo fatto sgombrare i parcheggi esterni allo stabilimento per poter stoccare le palette di mattonelle.
Però il gasolio per i carrelli finiva e nessuno ce lo consegnava.
Però i coloranti e smalti che ci dovevano consegnare, non ce li consegnavano.
Rischiare il fermo fabbrica in un periodo difficile come questo (grazie al dollaro a picco negli USA, nostri principali clienti, non si vende una mattonella a morire), non se ne poteva parlare, non almeno prima della data prefissata (storia di rapporti sindacali difficili).

Morale: martedì pomeriggio io e altri 3 furbi in possesso di patente C veniamo chiamati e avvisati che da mercoledì ci toccherà fare la spola coi furgoni a prendere i materiali a modena o dove ce ne sarà bisogno.

Parto alle 4 del mattino senza sapere se è a Modena Nord dove, almeno a sentire dei miei colleghi che passano in auto, bloccano tutti i mezzi commerciali.
Alle 5.30 appena fuori dell’uscita dell’ A1 c’è un bel falò in mezzo alla strada con un tot di gente intorno.
Mi fermano, ma essendo scarico mi fanno passare dopo una decina di minuti di trattativa.
Nel frattempo un TIR straniero, penso, tenta di passare, tutti i presenti si dispongono sui lati del mezzo che passa a passo d’uomo e appena li supera, con martelletti pezzi di legno e altro, gli rompono i fanali e frecce posteriori.
Decido che naturalmente non farò più l’autostrada anche se questo implica che invece che 1h30′ per tornare a casa ce ne metterò 3, ma non importa.
In un giorno io e gli sventurati a cui è toccato l’ingrato compito faremo tre viaggi a testa e due ieri nonostante lo sblocco.

Le mattonelle ormai le abbiamo infilate anche dentro il bosco…


17.12.2007 Commenta Feed Stampa