Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Letture > Il libro dei Fincipit – intervista all’autore (a uno dei tanti, almeno)

Il libro dei Fincipit – intervista all’autore (a uno dei tanti, almeno)

di Edo Grandinetti

i Fincipit

[Intervista ad Alessandro Bonino, in arte eiochemipensavo, autore con Stefano Andreoli di “Sempre cara mi fu quest’ernia al colon. il libro dei Fincipit“]

Edo: Ciao Eio.

Eio: Ciao Teodoro.

Ed: Grazie per aver ricordato il mio vero nome. A proposito, Eio è il diminuitivo di Eioardo?

Ei: No, in realtà il nome doveva essere Dio, ma si sono sbagliati all’anagrafe.

Ed: Scusa, ma dovevo chiedertelo. E’ una vita che gli altri lo fanno con me. Non immagini che palle dover sempre mostrare la carta d’identità. E’ frustrante. Quindi Chemipensavo è il cognome sì o no? (certo che Dio Chemipensavo stona un po’)

Ei: Ormai, in rete, sono talmente abituato a farmi chiamar così che non fa molta differenza. Parmigianino, Pinturicchio, Botticelli, Vladimir Luxuria, Piperita Patty: molti grandi artisti sono passati alla Storia con il loro soprannome. Non mi dispiacerebbe fare altrettanto.

Ed: Passiamo al motivo dell’intervista, Sempre cara mi fu quest’ernia al colon. Il libro dei Fincipit. Innanzitutto, il nome “Fincipit” da dove viene? E’ l’ennesima finanziaria? Com’è la rateizzazione? 48 mesi? 12? E gli interessi?

Ei: I Fincipit sono degli ometti piccolissimi dediti a frodi finanziarie inventati da Jonathan Swift in un capitolo, ahimé, purtroppo andato perduto de I viaggi di Gulliver. Abitano in Finlandia.

Ed: Com’è nata l’idea? O ti secca ripetere la solita solfa? No, lo dico perché ti capirei: a me seccherebbe rileggerla.

Ei: L’idea è nata dai fumetti della Marvel. Non so se hai presente la serie What if?, ovvero Che cosa sarebbe successo se…?
Ecco, nella serie americana fanno delle storie che si intitolano Che cosa sarebbe successo se i Fantastici Quattro non avessero avuto i superpoteri? Che cosa sarebbe successo se Gwen Stacy non fosse morta? Ecco, io mi sono chiesto Che cosa sarebbe successo se Gregor Samsa non si fosse trasformato in uno scarafaggio? Che cosa sarebbe successo se Dante non avesse smarrito la diritta via? (niente, non sarebbe successo niente, ecco come mi sono risposto)

Ed: Il libro lo hai creato con l’aiuto di Stefano Andreoli. Ma lui non interviene mai, sul blog posta poco, si vede poco in giro. E’ timido o è proprio un bradipo?

Ei: Mah, io Stefano Andreoli non so bene chi sia. E’ un omino che sta nel mio compiuter e ogni tanto fa bip, scrive delle robe. A volte son convinto che sia un parto della mia immaginazione, ma poi me ne sconvinco perché se fosse un parto della mia immaginazione di sicuro l’avrei fatto femmina.

Ed: So che fa i rebus per la Settimana Enigmistica. Ha influito nella realizzazione del libro? Se sì, quanto? Se no, perché? Se ni, perto? Se so, quanché?

Ei: Ah, non so, bisognerebbe chiederlo a lui, io i rebus non li ho mai capiti. Non so leggere le figure. Scherzi a parte, ha avuto un ruolo molto importante. Pensa che ha dedicato mesi a leggere tutte le battute. Alcune lo facevano ridere a crepapelle; le altre le abbiam messe nel libro.

Ed: Il libro vanta l’introduzione di Stefano Bartezzaghi. Ma in pratica è stato realizzato dallo staff completo della Settimana Enigmistica?

Ei: Sì, si può dire che il grosso del lavoro l’ha fatto il Tenero Giacomo. (Comunque il Bartezzaghi della Settimana Enigmistica si chiama Alessandro, è il fratello)

Ed: Ah, non è lui? E chi è? Quello di Lessico e Nuvole, la canzone di Fiorella Mannoia?

Ei: Conte o Jannacci, siamo seri! Pensa che Bartezzaghi ci ha scritto la prefazione pensando che lo pubblicassimo per le Edizioni Stacchia, ché gli piaceva l’idea di sedere nell’Olimpo insieme al Fiunda e allo Steregoni. Poi purtroppo non è andata così.

Ed: Passiamo ai dati, ora. Come stanno andando le vendite (parenti esclusi)?

Ei: Ecco, grazie di aver escluso i parenti, che quelli lì lo vogliono tutti in omaggio. A Natale mi dovrò svenare. Comunque, di tutti i libri che abbiam fatto finora, è sicuramente il più venduto.

Ed: E siete soddisfatti? O proprio puntate a vendere quanto il Codice Da Vinci? In tal caso, vi consiglio di aumentare l’aspetto religioso e complottistico.

Ei: Rivelo un particolare: nel libro c’è un refuso inserito ad arte che rivela che comprandone 100 copie e sistemandole in un preciso ordine si ottiene una storia del mondo che è ben diversa da quella ufficiale. Indovina chi non è figlio di Maria?

Ed: Chi fa la spia.
In totale, quante “mani” hanno contribuito alla realizzazione? Un puttanaio, vero?

Ei: No, non un puttanaio, son quasi tutti brava gente, dai.

Ed: Tra “i collaboratori” selezionati per il libro, appare anche Sauro Sandroni. Toglimi una curiosità, anche tu pensi che, oltre a essere satanista, fascista, squadrista e maschilista, sia un coglione megagalattico?

Ei: Sauro Sandroni sta cercando di riscattarsi da tutta questa maldicenza, poverino. Figurati che mi ha detto che vorrebbe essere ricordato come “Uno che ha fatto un fincipit”. Poi le opinioni personali, dai, no, è meglio di no, eh.

Ed: Tzè, questo Sandroni, che pretese.
Tornando a noi, come siete arrivati a Mondadori? Chi vi ha raccomandato? Siete amici di un certo Dell’Utri Marcello? Se così fosse, sappi che io non ti conosco, non ho visto e non so niente.

Ei: Pensa che quando Stacchia ci ha rifiutati non sapevamo dove sbattere la testa. Poi mi sono ricordato che mio padre si chiama Silvio.

Ed: Antonio D’Orrico sul Magazine del Corriere della Sera ha parlato del tuo libro come il libro più brutto dell’anno. Addirittura, gli ha dato zero stelline. Dì la verità, ci sei rimasto male, eh? Pensavi di essere secondo solo al Faletti, no? Certo, questi critici, però, sono tutti invidiosi.

Ei: Io giuro che nella vita non me lo sarei mai immaginato di essere stroncato da D’Orrico. Diciamo che è un sogno che si è realizzato. Come prossimo passo ci starebbe bene anche una stroncatura a DoReCiakGulp e siamo a posto.

Ed: Eh, il buon vecchio Mollica: un pezzo di pane (Madonna, che cazzata, vecchia come Mike Buongiorno). Comunque… il libro nasce dall’esperienza del blog. Quando hai iniziato a bloggare? Perché? Non avevi proprio altro da fare?

Ei: Ho iniziato nell’aprile del 2004. E’ che il découpage e la pasta di sale dopo un po’ stufano.

Ed: E da quanto stai sul condominio “diludovico”1? Soprattutto, ogni quanto vi riunite e chi butta la spazzatura?

Ei: Probabilmente se nell’aprile del 2005 Dario Di Ludovico non mi avesse soccorso, la mia vita sarebbe precipitata nel baratro. Pensa che stavo persino pensando di trasferirmi su Splinder. Poi invece son arrivato su diludovico.it dove c’erano blog come Gattostanco e Giavasan, e poi hai visto com’è andata. E’ proprio vero che conta la compagnia.
Ah, la spazzatura la passiamo tutta a Principe. Non so cosa ne fa.

Ed: In un recente post, hai dichiarato di non essere Persona Depressa. Sei andato in cura da uno psichiatra o è semplice voglia di vivere?

Ei: Adesso mi vien paura che questa intervista stia vanificando tutto il lavoro del mio analista.

Ed: Ho visto che non fai più parte degli editor di BlogBabel. Che è successo? Dissapori? Malattia? Hai perso la password d’accesso? Hai capito che BlogBabel è una cazzata mastodontica?

Ei: Ormai era più di un anno che ci ero dentro, eh. A volte bisogna passare la mano e dare spazio a chi ha più possibilità di te di dare un contributo attivo. Ogni tanto bisogna fare delle scelte, se ne è accorta anche la principessa Leigh-Cheri.

Ed: Rimanendo sempre in tema di BlogBabel, parliamo della classifica. Vedo che ti aggiri costantemente attorno alla decima posizione, mentre io, col mio blog, non riesco a sfondare il tetto della duecentesima. Non credi che sia un’ingiustizia, uno dei tanti sintomi della definitiva decadenza dei costumi occidentali?

Ei: Direi che non puoi lamentarti se BlogBabel sopravvaluta il tuo blog!

Ed: Ardarioli gastasso invioni?

Ei: Pvppa.

Ed: Cosa vuoi fare da grande?

Ei: Guardare tutti dall’alto in basso.

Ed: E da piccolo?

Ei: Guardare tutti dal basso in alto.

Ed: Quanto ti è piaciuta questa intervista?
1. Meno di un clistere arrugginito;
2. Quanto la caccola di una formica;
3. Discreta, ma preferisco guardare Biscardi (e odio il calcio);
4. Carina, ma quando finisce?
5. Molto, però la prossima volta vado da Nazione Indiana che qui non serve a un cazzo.

Ei: La 6.

1Il “condominio diludovico” è un dominio che accoglie sotto il suo tetto, oltre ai già citati Eiochemipensavo, Dario Di Ludovico, Stark, Gattostanco, Giavasan e Principe, Seia Montanelli, Orazio, Louie, Kimota, Sumiko, il Proeta, Pistoleria.


26.11.2007 12 Commenti Feed Stampa