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Più scrittori che lettori

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Voglio partire da Babsi Jones, ma senza lazzi e scazzi.
Dalla sua lamentazione testamentaria: troppi libri. Più scrittori che lettori.
Così è.
Babsi Jones, Remo Bassini, Antonio Pagliaro, ora in libreria, son autori di libri usa e getta, come le bic.
Non è più tempo del vecchio vocabolario del nonno da conservare, perché ci sono le lacrime che versò quando gli morì il cane che aggrediva i cinghiali e un segno, sul dorso: ché una volta lo tirò in testa a un venditore di aspirapolveri, reo d’averci provato con la nonna, buonanima.
Il libro sta sparendo. Verrà inghiottito dal web?
Affari suoi, del libro.
Verrà il giorno in cui le presentazioni dei libri le farà il lettore davanti a un folto – sì sarà folto – pubblico di scrittori?
Prima o poi sì.
Comunque.
Fare i maghi serva a nasega, dicono al mio paese (Cortona, provincia di Arezzo; Boccaccio andava a morose da quelle parti).
Però una cosa, oggi, la si può fare. – senza pensare ai posteri o a essere sepolti in Santa Croce (c’è sempre tempo, poi è umido lì sotto) -.
Cercare, tramite la rete, di dire a venti, trenta, cento persone: guardate che questo libro l’è morto e sepolto, ma un’è miha giusto.
Un mio libro, fuori mercato e fuori tutto (manco il codice isbn ha) continua a vivere. Per pochi. Ma chissene.
C’è un libro che stampò Sironi, non ricordo l’anno, dovrei vedere, che per esempio meriterebbe di rivivere.
S’intitolava Infanzia Dea, lo scrisse una certa MariaLuisa Bompani.
Oppure libri venduti, ma scomparsi: come Ai margini del caos di Franco Ricciardiello. Vendette 17mila300 copie (“ma perché fu l’ultimo libro Urania che si trovava in edicola, e quindi la gente corse a comprarlo”, mi ha detto lui).
E se ci ribellassimo – costa poco, nessuno è a rischio manganellate – semplicemente segnalando?, o risegnalando (della Bompani ne parlai io, sul mio blog; di Ricciardiello, Seia Montanelli).

Anni fa in un paesino della Toscana ci fu un sindaco che si ribellò all’usa e getta. E chiese ai commercianti di prendere solo prodotti senza plastica. Latte in bottiglia di vetro, sacchetto della spesa di tela. Per la barba solo lamette, quelle di una volta però. Finì male quell’esperienza, semplicemente perché finì. Ma era o non era furba?.

Sarebbe una cosa miracolosa, ma tanto: dire a un libro, Alzati e cammina, o bischero (a Cortona, Firenze, Livorno direbbero così).


5.11.2007 24 Commenti Feed Stampa