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Il sasso in bocca

di Nicolò La Rocca

sasso in boccaL’apparato del condizionamento delle coscienze costruito in questi anni dalla nostra classe politica è portentoso. Mette in campo popolari trasmissioni televisive, grossi quotidiani, opinion leader col cervello a forma di tubo catodico o di tabloid ma ospitati sulle prime pagine di (importanti?) quotidiani italiani, e altro, molto altro ancora E l’apparato repressivo, ovviamente, non scherza: si va da (illustri?) avvocati a solerti questurini inopportunamente sdoganati da un Pasolini ubriaco (si possono criticare anche i mostri sacri, va bene?). Tra un Ferrara che con un diciamo la verità trova tutti gli spazi per spacciare la sua verità ruffiana e arrogante, tra editorialisti che con parole edonisticamente complicate accusano di qualunquismo qualsiasi critica al Contesto, tra politici che ruminano il solito bolo appiccicoso (quello sì qualunquista), i blog e internet in generale hanno rappresentato un campo sul quale esercitare la libertà di critica, lo svelamento del Contesto. Dico queste cose anche se molti blog virano troppo spesso verso lidi consolatori esaurendo la loro spinta a una volatile aggregazione di pari, limitandosi a costituire dei circoli bocciofili della critica. Ma è innegabile che anche con questi limiti internet sia una delle poche postazioni di vera libertà. Ed è molto scomoda. La gggente invocata sempre dai politici, la cosiddetta spinta dal basso, quella vera, è domicialiata su internet. I circoli bocciofili stanno diventando minoritari e si stanno creando le prime aggregazioni critiche. Tutto ciò fa paura al Contesto, tutto ciò non è ingoblato dal Contesto. Senza citare siti molto noti, che tutti conosciamo, ricordo che esistono anche realtà con un campo di azione locale. Anni fa Mauro Rostagno dagli schermi di una piccola rete locale trapanese riuscì a smuovere molte verità scomode e per questo fu ucciso. Oggi non si ammazza (ma attenzione a non cadere nel luogo comune, ricordiamo le molte minacce ricevute da alcuni giornalisti…), oggi la strada più praticata è quella della censura. Berlusconi la imboccò a modo suo, in modo goffo. Questo governo ci sta provando con modalità più “raffinate”. Vi invito a leggere qui: testo sull’editoria (Repubblica.it)

Se la legge di cui si parla nel link fosse varata internet perderebbe ogni sua valenza specifica. Vi invito a diffondere questo allarme e a pensare delle strategie per una battaglia. Non possiamo restare passivi.

Allegato: ecco un link caldo caldo che chiarisce cos’è la scomoda critica al Contesto: Buon compleanno Silvio


20.10.2007 10 Commenti Feed Stampa