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[clicca sugli occhi] Un’altra pugnalata alle spalle, l’ennesima carognata ai danni della Stacchia. Così si può definire l’assegnazione del Nobel per la letteratura a Doris Lessing, scrittrice talentuosa ma soprattutto indimenticata protagonista della serie televisiva che ha fatto discutere e sognare milioni di giovani (chi non ricorda l’acerrima rivalità con Rin Tin Tin e, successivamente, con il Commissario Rex?).

Ennesima pugnalata, dicevo, ennesimo sberleffo irriverente al talento di autori come il Fiunda, il Longhi, il Conchia, neanche menzionati nella griglia degli aspiranti al Premio più ambito del mondo.

In che mondo vivamo, mi chiedo? Quali forze oscure, subdole e maligne tramano da anni dietro le quinte di questa kermesse per impedire il trionfo della Stacchia e dei suoi autori? Quali lobby meschine e senza scrupoli foraggiano ed ungono i giurati di turno al fine di favorire i loro pupilli?

VERGONIA! Questa è l’unica parola che possiamo loro rivolgere: VERGONIA!

Eppure pochi sanno che il premio Nobel 2007 lo sentiamo un poco anche nostro…

Cosa vorrà dirci il Cavaliere, vi chiederete… un attimo che ve lo dico! (un pò di pazienza, eccheddiamine!)

Questa storia risale al 1939, quando Lessing venne in vacanza con la sua famiglia nella bella terra sicula. Era poco più che una bambina e non tardò certo ad innamorarsi del gagliardo, virilissimo, sebbene già piuttosto maturo, Cavalier Marcello Stacchia. Erano gli anni radiosi dell’Impero, il Duce mi aveva affidato il governo dell’avamposto imperiale di Misterbianco Est e, elegantissimo nella mia uniforme nera da Balilla (la divisa per adulti era terminata), mi aggiravo per le polverose strade trinacriensi sulla mia Fiat Topolino marrone: questo coacervo di potere, bellezza e carisma che era il Cavalier Stacchia aveva castigato già decine di giovani fanciulle… ma con Lessing fu diverso… Dopo un serratissimo corteggiamento (spesi una fortuna in orchidee e scatolette di Pal) la feci mia! E con somma sorpresa, una sera, mentre l’accarezzavo e le lanciavo il suo osso di gomma, scoprii alcuni manoscritti seminascosti nella sua cuccia, vergati da una tremula grafia femminile… immediatamente ne chiesi conto alla mia bella che, scoperta, non potè far altro che ammettere che sì, quegli scritti erano opera sua, ma mi ringhiò contro, con la bava alla bocca, che non erano affari miei, che avevo violato la sua privacy e che dovevo sparire per sempre.

Da allora non la rividi più… fino all’altra sera, al servizio del TG, alla notizia del suo tardivo trionfo.

Beh, se c’è una giustizia, adesso, cara Lessing, dovrai ammettere quale sia stata la fonte della tua ispirazione. Quale l’amor perduto e quale la terra, muse della tua vena artistica… se hai un minimo di coscienza ti chiedo di tornare da me e pubblicare per la Stacchia: in fondo sai (e hai sempre saputo) che è questa la tua vera casa! E non pensare che te lo chieda per bieco opportunismo, abbiamo ben altri cavalli di razza nella scuderia Stacchia e sappiamo bene che per noi, questo premio scandinavo è solo questione di tempo!

E se proprio non vuoi farlo, almeno mandaci il premio Nobel! O almeno l’assegno, che le spese sono tante! E Luciano (te lo ricordi, a proposito? Quel simpatico ragazzo che, quando ci appartavamo nelle campagne catanesi, ci buttava sempre un occhio….) mangia per due! L’indirizzo è sempre lo stesso: Palazzo Stacchia, Via A. Stacchia 1, 95045 Misterbianco (CT), Sicilia, Italia.