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1985 di George Orwell (edizioni Stacchia)

di Cav. Marcello Stacchia

1985 di George OrwellLopera e lautore: Allo spirare della seconda guerra mondiale, il grande scrittore inglese, noto con lo pseudonimo di George Orwell, consegna alle stampe, in breve tempo, due capolavori: La fattoria degli animali e Millenovecentoottantaquattro (1984), drammatiche rappresentazioni delle correnti ineguaglianze sociali, munite di una straordinaria carica onirica, triste presagio delle derive autoritarie del tempo e degli anni a venire.

Tuttavia, poco prima della tragica scomparsa del Maestro, questi fa in tempo a dettare allultima moglie Sonia Bronwell lennesimo capolavoro, rimasto fino ad oggi ignoto ed inedito: 1985. Il testo, che si atteggia a vera e propria prosecuzione del precedente, ci fa capire, in primo luogo, che Orwell considerava 1984 un incompiuto (e dunque ce ne suggerisce una lettura pi aperta); e poi, ci fornisce indirettamente unulteriore testimonianza degli ultimi anni del grande scrittore, anche grazie alle memorie della sig.ra Orwell. Nelle quali cos viene ricordato il momento del compimento dellopera:

Sonia: And now, George, what should we do with this masterpiece?
Orwell: In your opinion, dear and beloved Sonia, what should we do with an unpublished book? Maybe, the book should be pub.
Sonia: I dont know puberty?.
Orwell: No, dear: what the **** the puberty has to do with a book?
Sonia: Pubic?
Orwell: Are you joking, sweetie?
Sonia: Ok, I got it: Pub!
Orwell (crying): Why that day I didnt stay at home, rather than marrying such a ******* like you.

Il terribile equivoco fra i coniugi Orwell impedir allultimo capolavoro del Maestro inglese di vedere la luce per decenni; riscoperto dal Piorrea in trasferta a Londra per lannuale Sex Pavillion, verr da questi segnalato al Cavaliere, che non si far sfuggire lennesimo colpo editoriale.

La trama: Winston ha ormai dimenticato Julia. La vita in Oceania scorre sempre uguale, e nulla sembra poter sollevare gli oppressi dal loro terribile destino di omologazione. Tuttavia, un cambiamento, ignoto ai pi, cova nei recessi del sistema di oppressione costruito dal Partito e dal Grande Fratello: la Grande Sorella, sorella per lappunto del Grande Fratello, partorisce, non senza biblico dolore, un bambino maschio, per lappunto il Grande Nipote!

Il Grande Fratello, sulle prime, non attribuisce grande significato alla notizia: il potere sempre saldamente nelle sue mani, e nessuno sembra essere in grado neppure di minacciarlo. Il Grande Nipote cresce cos sereno, ma quando compie il primo compleanno (e dunque nel 1985), alla festa di famiglia (dove ci sono tutti: il Grande Fratello, ma anche i Grandi Genitori, i Grandi Nonni, i Grandi Zii, ma soprattutto la temutissima Grande Suocera!), la Grande Sorella, col Grande Marito accanto, spezza la quiete del ricevimento con un annuncio inatteso: in realt il Grande Nipote non figlio unico, ma ha un fratello, vissuto nascosto per anni!

Emb, sticaz, no, volevo dire molto interessante, ma a noi che ce ne frega il primo, sarcastico commento del Grande Fratello. Eh, si vede che il potere logora anche chi ce lha, caro Grande Fratello: se mio figlio non figlio unico, come si chiama?. Non so Pino?, azzarda il Grande Fratello. Che c***o centra Pino?? Si chiama Grande Fratello! E quindi spetta a lui il comando!, grida la Grande Sorella al parentame incredulo.

Si apre cos una terribile lotta per la successione, che si concluder con la presa del potere da parte del nuovo Grande Fratello: il quale si dimostrer un tiranno ancor peggiore di chi laveva preceduto, adottando provvedimenti spietati, quali lobbligo per tutti i cittadini di et superiore ai dodici anni di guardare per almeno tre ore al giorno una trasmissione chiamata Uomini e donne, condotta dal marito di un noto giornalista molto vicino al Grande Fratello, cos portando il tasso annuo di suicidi dal 12.5% della popolazione al 23% netto (quasi il doppio).


26.09.2007 3 Commenti Feed Stampa