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Memorie di un imbecille (6)

Mi ricordo, mi ricordo….
Al telefono:
“Pierantonio vieni qui, ti devo parlare”, tono perentorio e deciso.
“No, non abbiamo niente da dirci”
“Se non vieni tu, vengo su io”.
L’ho convinto, tra poco arriverà, devo calarmi nella parte, ma sono agitato, anche se so che non mi tradirò, pur non essendomi preparato un discorso, pur sapendo di mentire spudoratamente.
Sono 4 giorni che penso a cosa gli devo dire, se proprio gli devo dire qualcosa.
La mia posizione è pressoché indifendibile: mi ha beccato con la sua ragazza in un momento di tenerezza.
Avevamo passato la giornata sulla neve a fare sci da fondo e avevamo pensato di concluderla con una bella merenda e una videocassetta a casa mia.
Con lei ho una storia parallela (parallela per lei, parallela per me) da anni…
Lui non sa niente, anche se teme.
Adesso sa.
Dopo la merenda ci siamo addormentati tutti e tre sul divano e, giuro che non so come, quando ci siamo svegliati, io e lei eravamo abbracciati, lui seduto a fissarci.
Oplà!
Non ha detto una parola (è svizzero, grazie al cielo), si è alzato, è uscito, ha preso la macchina ed è tornato a casa sua nel Canton Ticino.
Lei non ha neppure tentato di fermarlo, cosa gli avrebbe potuto dire?
Non le vuole più parlare, normale, però la ama tantissimo e penso che cederà.
Lei non lo ama, ma con lui sta molto bene, è una persona molto intelligente, razionale e sensibile allo stesso tempo, colta e rilassante, molto rilassante.
Troppo rilassante, è questo il problema.
Lei è mortificata, sa cosa sta soffrendo lui adesso e non vorrebbe avergli provocato questo dolore.
Prova a chiamarlo per tre giorni, senza risultato, poi alla fine lui cede e torna al Borgo.
Con lui ho un ottimo rapporto, siamo amici da un paio d’anni, da quando stanno insieme.
Abbiamo anche fatto delle vacanze insieme, io e lui soli.
Non mi devo giustificare, perché sarei penoso, ma non voglio nemmeno che si lascino causa mia, anche perché io non voglio una storia ufficiale con lei, meglio da amante: come persona è troppo impegnativa e io mi sono separato da tre mesi.
Mamma mia che casotto.
Ma di questo torbido ho bisogno, più le storie sono difficili più mi attirano, più complicazioni ci sono più sono stimolato a tentare.
Il gusto di averla fatta franca, quando la fai franca… è impagabile.
Voglio godere appieno la mia superficialità, voglio mettere più “bandierine possibile”, voglio sentirmi un uomo oggetto.
I tradimenti, in un paese come Borgo Taro dove la gente a tutto pensa tranne che agli affari propri, sono una scarica di adrenalina pari ad un passaggio di quinto o sesto grado in canoa.
E l’adrenalina è una droga: quando comincia a scorrerti nelle vene, se succede spesso, ne diventi dipendente, quando ti manca ti viene l’ansia, ti sembra di buttare il tuo tempo, cerchi sempre la scarica in qualsiasi cosa tu faccia.
Amo la sensazione di tremore alle gambe che mi viene sempre dopo aver fatto una rapida tremenda o essere riuscito a compiere il tradimento, magari in casa mia (e abito in centro), magari di giorno e senza sapere quando arriverà la mia fidanzata.