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Blogorama – Nazione Indiana

[Blogorama, prima inchiesta di Cabaret Bisanzio sulla lit-blogsfera, analizzerà i maggiori lit-blog italiani dal punto di vista tecnico, guardando la grafica, l’accessibilità, l’organizzazione. Naturalmente, tutti i blog recensiti riceveranno un voto, segnalato con le classiche stelline da uno a cinque].
Enjoy [1].

Nazione Indiana – versione 2.0

ni headerQuando si parla di lit-blog multiautore, iniziare con Nazione Indiana [2] è d’uopo.
Visto che siamo di fronte a un blog in WordPress [3], ammetto subito che ha tutte le mie simpatie. Tra le varie piattaforme Php per realizzare blog, WordPress è fuori da ogni dubbio la migliore. Versatile, ricca di temi e plug-in, userfriendlyssma. Cabaret Bisanzio è in WordPress.
Il tema scelto da Nazione Indiana è LetterHead, di Robin Hastings [4], versione minimalista del classico tema Kubrick [5]. Quindi, grafica scarna, pochi fronzoli e tanta leggibilità, grazie anche alla scelta del font [6] Verdana [7], ideale per lettura su monitor, e di un semplice bianco e nero per i testi. I titoli sono in Garamond [8] (o comunque un font con grazie [9]). Il tema è accessibile [10], come consueto per un tema WordPress.
Nella testata (tecnicamente header), la scritta Nazione Indiana è accompagnata dall’ottimo logotipo di Giuseppe Genna [11] (logotipo che è anche favicon [12] del sito). Domina ancora la bicromia, con effetti semplici, essenziali, diretti.
La personalizzazione del tema è però ridotta al minimo indispensabile. Se si esclude la barra laterale (sidebar), con le varie arie tematiche, pagine, link, organizzazione e aspetto del tema originale rimangono praticamente invariati. Ho confrontato, infatti, Nazione Indiana con Un piccolo blues [13], del nostro Sauro Sandroni [14]. I link, per esempio, hanno lo stesso colore, con variazioni blu/azzurro. Sinceramente, avrei visto meglio una scala di grigi.
Di default le impostazioni dei post, con i vari Read the rest of this entry », posted in categoria on giorno by autore, Leave a Reply, etc. Il codice php è rimasto intatto.
L’utilizzo della voce posted by, oltre a segnalare una certa pigrizia nell’intaccare il codice originale del tema, esprime una precisa scelta redazionale. Chi lavora per Nazione Indiana è innanzitutto un poster, addetto a caricare testi, e in seconda battuta un autore. Non sempre l’autore di un post di Nazione Indiana fa parte della redazione. In questo caso, alla voce posted by troviamo chi ha messo su il post, mentre l’autore viene segnalato nel post stesso, con un classico “di Tizio” in grassetto. Scelta, questa, a cui dobbiamo piccole ridondanze, come i vari posted by giannibiondillo e poi, nel post, “di Gianni Biondillo“.
Sempre rimanendo in tema di post, non mi piace questa soluzione grafica.

Immagini in Nazione Indiana

Non è sempre così, ma qui un a capo per l’autore è l’ideale.
E ancora soluzioni come quella trovata qui [15], con un tremendo “da
http://www.italianoleggio.it”. Da evitare assolutamente. “da Italia Noleggio [16]“, questa è la formula corretta.
Inoltre, Nazione Indiana ha il difetto tipico dei temi Kubrick: finiti su un singolo post, per navigare bisogna tornare in home page. La barra laterale sparisce. Procedimento sconsigliato, anche perché Nazione Indiana non ha un tasto “home”, né una barra di navigazione orizzontale in alternativa. Per tornare alla pagina principale è necessario cliccare sull’immagine di testata. Una soluzione che trovo macchinosa.
Come visto, quindi, la navigazione è affidata interamente alla barra laterale. Lì sono link e aree tematiche.
Alla voce “A proposito di noi” troviamo Bacheca [17], Chi siamo [18], Contatti [19], Iscriviti [20], Netiquette [21], Nota legale [22], Problemi e soluzioni [23]. Mancano le pagine dedicate ai profili degli autori. Ma vista la quantità di firme che il blog vanta, e i vari cambi di redazione, credo sia un’assenza giustificata.
Le categorie funzionano come rubriche. Non segnalano argomenti precisi o parole chiave, ma generiche aree tematiche, mentre i link sono suddivisi in gruppi (Gomorra e dintorni, il progetto Razzismi Quotidiani, Letture, Passaggi, Segnalazioni).
Ci sono poi tre voci sparse, come Incisioni, la poco chiara default e la perennemente vuota Eventi.
In alto, un plug-in ci segnala gli Articoli recenti, e poco più giù troviamo la curiosa Macchina del tempo. Nazione Indiana un anno prima, in pratica. Mancano gli ultimi commenti, ma, con la quantità di commenti che Nazione Indiana riceve, l’utilità del plug-in sparirebbe in pochi minuti.
Presente la funzione cerca, così come gli archivi dei post (con menu a tendina).

Difetti di carattere informatico, ne ho notati pochi. Giusto qualche saltuaria disfunzione delle ricerche (tipica dei CMS [24] in php).
Navigando con Internet Explorer, però, capita che la barra laterale finisca in fondo al blog (succede con post dal titolo troppo lungo). Il problema è che i temi WordPress sono spesso testati per Firefox. Ma Internet Explorer, nonostante i passi da gigante di Firefox, rimane il browser più utilizzato. Purtroppo i fogli di stile [25] non sono universali, e vanno testati con tutti i browser. Internet Explorer è il più ostico. Conosco bene questo problema, visto che l’abbiamo avuto anche su Cabaret Bisanzio. L’ho risolto riducendo di 10 pixel la larghezza della barra laterale, tipico margine di errore del browser Windows.

Complessivamente, Nazione Indiana è un blog altamente leggibile, con rare sbavature e qualche difetto di navigazione, ma comunque semplice, accessibile, ordinato.

Voto: 3/5
3.jpg

Il foglio di stile di Nazione Indiana è qui [26].

Le recensioni di Cabaret Bisanzio hanno anche banner e antipixel. Potete trovarli a questo questo link [27].