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Memorie di un imbecille (2)

di Roberto Chilosi

Mi ricordo, mi ricordo
Roby, mi presti la casa che quando la Ale finisce la partita vado su?
No problem.
1983, giugno, sabato sera, piove, non ho la morosa, quasi nessuno di noi ce lha, tranne Steve.
Gli altri ancora sono in casa, tra poco usciranno e ci troveremo sotto la tettoia del cinema. Per fare cosa?
Per ciondolare da una tettoia a unaltra, raccontandoci cosa abbiamo fatto questinverno, per sentire le solite stronzate di Daniele, le banalit del conte o il falso anticonformismo del Geppo?
Siamo a inizio estate, senza auto perch ancora quasi tutti minorenni, ci siamo appena ricongiunti dopo la pausa invernale, quando (quasi) ognuno di noi vive e studia, chi a Parma, chi a Milano, io a Grosseto.
Siamo eterogenei, ma legatissimi.
Escono Arrigo e G. Luca, arriva anche Daniele.
Cosa facciamo?
Boh?
e see segli facessi pagare lo scherzo al Bisuntone dellanno scorso?
Sentite ragazzi: Steve mi ha chiesto le chiavi della mansarda per andarci con lAle appena finir la partita. Adesso lui al palazzetto, abbiamo tutto il tempo di entrare nasconderci e aspettarli.
Daniele felice alle lacrime, i due fratelli R, sono daccordo.
Saliamo, entriamo e rimettiamo le chiavi sopra la porta dove Steve si aspetta che siano.
Ci nascondiamo nella camera piccola, protetti da alcuni materassi che mia cugina ha messo l, dato che sta imbiancando casa.
Siamo eccitatissimi, sappiamo che lui si incavoler parecchio, ma perdoner anche se non siamo sicuri delle reazioni di lei, quindicenne, una piccola belva.
Sono le 21.30 circa e abbiamo ancora unora abbondante di attesa.
Verso le 22.00, sopraffatto dal senso di colpa, perch sono il suo confidente, abbandono la casa e lascio a loro il compito dellagguato.
Vado al muretto, non piove pi e spero di riuscire a gustarmi la scena insieme agli altri che, nel frattempo, stanno cazzeggiando nei giardini.
Ore 22.30, secondo previsioni, la Visa Gt di Stefano passa davanti ai giardini, compie il giro dalla palestra e vedo che parcheggia davanti a casa mia.
Ora si tratta di aspettare. E rispettare i tempi tecnici.
2 minuti per salire, 10 minuti di chiacchiere, poi i primi baci, insomma una mezzora di preliminari poi
poi che? Lei ha 15 anni 15!
Lo stesso ragionamento lo stanno facendo gli altri 3 nella cameretta.
Lui entra, accende la radio, parlotta un po in sala, poi va nellaltra camera.
10 minuti, 20.30: il momento.
Escono insieme dalla cameretta, coperti dalla radio accesa, si sporgono, a scaletta, lungo lo stipite della porta della camera, la mano sullinterruttore esterno alla camera stessa…1…23.
BUHHHHHH!!!
Cazzononon ci credono.TROMBANOOOOOOOOO.
Lei sdraiata sulla schiena, seminuda, gonna tirata sul petto, lui in ginocchio di fronte a lei, dentro di lei, le mani sulle sue gambe puntate verso il soffitto.
bastardi! dice, spostandosi di lato quasi rassegnato.
Lei invece strilla, si copre, cerca le mutande.
Loro scappano urlando gi dalle scale, escono, alla scena assistiamo tutti perch dal muretto sentiamo Daniele che urla correndo verso di noi: trombanooooo, trombanooooo. Mentre ride istericamente.


30.06.2007 Commenta Feed Stampa