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La disperazione dello scrittore che non ha fatto salva con nome

di Filippo Bologna

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Immaginate uno scrittore. Immaginate che sta scrivendo un romanzo. Anche un romanzo che a voi non vi dice niente, ma che lui in quelle centosettanta cartelle ci ha messo carne e sangue. Immaginate che l’ultima volta ha salvato tipo a maggio. Immaginate che un anno fa un suo amico scrittore gli ha detto: Ma che scusa non c’hai il Mac? Scrivi ancora sul picc? Maddai!!! Allora lo scrittore in erba a guardare lo scrittore affermato, a vedere come ganzo lo scrittore affermato, che giacchetta alla moda, che fichetta giovane che si porta dietro, si pensa che forse per diventare uno scrittore vero serve davvero un Mac. Allora va dal babbo e gli dice che colpa sua (del babbo) se ancora non uno scrittore affermato. E’ colpa del babbo che non gli ha comprato un Mac. Allora il babbo si sente in colpa di mantenere il figlio a Roma senza uno straccio di Mac. Allora glielo compra perch il figlio in questi anni non ha scritto niente per pur vero che ha conosciuto un sacco di gente che ha scritto roba. Insomma glielo compra e lui non ha pi alibi per non scrivere: ora un vero scrittore: vive a Roma e ha un Mac. Allora il figlio non ha pi alibi e si mette a scrivere un romanzo. Che poi alla fine non manco male, potrebbero al limite pubblicarglielo. E un giorno, quando non dico che finito ma poco ci manca, il Mac s’inchioda come un neopatentato e non d pi segni di vita come un comunista al governo. S’inchioda proprio quando ha finito di scrivere un capitoletto che gli sembrava anche ganzo. E in quel momento si ricorda che non aveva fatto salva con nome sulla chiavetta. E nemmeno sul cd, e non se l’era nemmeno spedito su gmail. E prende a maledirsi che tutti gli dicono scusa ma perch non hai fatto salva con nome sulla chiavetta, non te lo sei messo su un cd o non te lo sei spedito su gmail? Uno addirittura gli chiede perch non l’ha salvato su floppy ignorando che i floppy non esistono pi e i computer di oggi non hanno pi nemmeno il drive. E l’amico scrittore lo chiama che lui depresso e dice: Ma scusa, ma anche te… quando uno fa sto lavoro la prima cosa da imparare salvare. Ogni volta che uno ha finito tac e salva. Ma a lui invece di confortarlo questi consigli gli fanno girare i coglioni a bestia. E visto che il Mac si rotto 3 volte in 6 mesi (ma in garanzia) cominicia a maledire l’amico che glielo ha consigliato e a pensare che alla fine meno c’ e meno si rompe, voglio dire, se lo scrittore in erba avesse avuto una macchina da scrivere non lo fermava neanche Cristo!?! Al massimo finiva la carta, il nastro, si perdeva la pazienza ma mica il file. Lo fa presente all’amico scrittore che gli dice: Ma scusa lo sai che non vanno comprati i modelli a inizio serie, anche la Croma all’inizio dava un sacco di problemi. Invece io la Croma l’ha presa a fine serie, prima di uscire di produzione, full optional e a due lire, quando un modello raggiunge la perfezione… Allora bestemmia e bestemmia anche l’amico che gli aveva detto di farsi il Mac e che ha comprato la Croma a due lire full optional a fine serie. E poi una sera a casa dell’amico vede anche che c’ un pc perch non si sa mai. Allora ribestemmia ancora: Maremma maiala ladra troia vacca impestata, dice. Dice proprio cos. L’ho sentito io.
Porta il computer in assistenza e mentre torna a casa dice maperchcazzo non ho fatto il falegname. Che se uno costruiva una madia mica la sera a letto non dormiva perch si era dimenticato di salvare le gambe.

Pregate per me. Pardon, per lui. Per lo scrittore che non ha fatto salva con nome.


22.06.2007 18 Commenti Feed Stampa