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LUMINOL

luminol

Nella tetra città postfordista
il lume della ragione
del credo illuminista
rimpiango col magone
di chi rimpiange il senso
perduto nella lotta
(se mo’ stai sotto botta,
dopo aver sgozzato il fumo meglio accendere l’incenso).
O Luminol,
quando m’illumini d’immenso
sto più sotto che col Roipnol
(è sempre lo stesso il mio censo:
borghese con tendenze progressiste
che nell’arco parlamentare risultano sinistre).
O Luminol lumineo, lumineo Luminol,
la macchia di sangue sortita dal naso
(mi scaccolavo, non farci caso)
scoppia, come prova, più presto d’una Big Babol.
Illustraci la via, luminoso Luminol,
tu che hai il potere di fare gol
in zona Cesarini,
toglici dai casini,
portaci con te nell’empireo
a girare un porno coi cherubini in video.
Luminol,
illumina l’uomo umile
immune dal nume inutile,
rinomina i nomi omonimi
mondati da mani anonime:
tu che brilli nel cielo, Luminol,
più che la scala dorica di Sol.