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La bestia, romanzo scandinavo

di

la bestiaUn pedofilo uccide due bambine, è arrestato. Dopo quattro anni scappa dal carcere. La polizia sa bene che se non lo riprende il pedofilo colpirà ancora. Infatti il pedofilo, che è anche feticista dei piedi, colpisce ancora. Il padre della terza bambina uccisa decide di farsi giustizia da sé. Questa, in una sintesi che non rende giustizia alla sua complessità, la trama di un romanzo brutale. Un romanzo non incentrato su un singolo personaggio, cosa singolare nel mondo dei thriller, ma su molti personaggi ugualmente importanti. Il pedofilo Lund, intanto. Il padre della bambina uccisa. Due poliziotti, alcune guardie carcerarie, alcuni detenuti. E tutti i personaggi sono in qualche modo odiosi. Non c’è un buono.

Sono i pensieri espliciti del pedofilo a introdurre il lettore alla vicenda. Questi pensieri tornano spesso. E’ una tecnica che può disturbare, ma che risulta fondamentale per una storia il cui tema centrale è la furia e il desiderio di farsi giustizia da sé.

Un romanzo, inizialmente un po’ lento, molto duro su temi difficili: pedofilia e giustizia, ben scritto, un linguaggio secco, senza fronzoli, e molto coinvolgente. Uno degli autori, Hellstrom, è un ex criminale e tossicodipendente, e conosce probabilmente bene la vita carceraria. L’altro, Roslund, è un giornalista pluripremiato per documentari sulle carceri.

La Bestia ha avuto il premio Glasnyckeln 2005 come miglior romanzo poliziesco della Scandinavia. Un premio meritato per un romanzo sgradevole ma certamente molto bello.

Ha l’uccello duro. E’ lui che comanda. Si avvicina a loro, protendendo l’uccello verso le loro facce.
“Vi piace, eh?”
Non avrebbe dovuto masturbarsi. Stamattina l’ha fatto due volte. E si masturba davanti a loro, col respiro che si fa sempre più affannoso. Quando la bionda grassottella si gira per un istante, la prende a calci, si svuota sulle loro facce, sui loro capelli, e quando scuotono la testa non fanno altro che peggiorare la situazione.
Stanno piangendo. Le troie piangono sempre. Cazzo, non fanno altro.
Lui le spoglia. Per prima cosa, ora che hanno le mani legate al tubo caldo, deve tagliare le manette. Sono più giovani di quanto avesse pensato. Non c’è traccia di seno
“.
(Roslund & Hellstrom, La Bestia)


28.04.2007 1 Commento Feed Stampa