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Sangue e ducotone

di Edo Grandinetti

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Non immaginava una giornata da mezzofondista, Gianluca, proprio lui che ha sempre odiato lo sport.
Seduto per terra, testa poggiata al muro, labbro e sopracciglio sanguinanti, naso rotto, costato dolorante, pensa alla corsa per tutta la città. Una corsa senza pretese, una questione di tempo: si trattava solo di rinviare l’agonia. U Catena è ultras. La corsa tra le vie, da lepre o da cacciatore, è sport ufficiale, per lui.
Così, cinque minuti e i giochi erano finiti. Vicolo cieco e U Catena alle spalle, spranga in mano, sorridente.
“E mo ti furnu!”* è l’ultima frase che Gianluca ha sentito. Poi solo dolore.

Si guarda le mani. Il sangue si mescola al ducotone. Chissà se hanno preso barattolo e pennello. Chissà Marco. Chissà Stefano. Chissà Ivan.

Sputa sangue, prova un sorriso e chiude gli occhi. La scritta 25 APRILE LUTTO NAZIONALE, per il momento, non c’è più.

*”E ora ti finisco!”

Da Stati di Sonnolenza.


25.04.2007 Commenta Feed Stampa