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Morte di un Naturalista

di Luca Guerneri

Quelli che seguono sono appunti di un intervento fatto nel bellissimo teatrino di Osimo un giorno di Aprile dellanno scorso. Accompagnato da due bravissime arpiste. Vero cabaret.

da Death of a Naturalist (1966)

(riferimento alla pagina e al traduttore in Seamus Heaney, Poesie Scelte, Marcos Y Marcos)

Digging – p.128 (Fusini)

Death of a Naturalist p. 13 (Sanesi)

Personal Helicon p.83 (Sacerdoti)

Ho visto di recente in un settimanale la foto (ottenuta non so con quale accidente di macchina fotografica) di uno spermatozoo che feconda un ovulo. Detto in questi termini suona tutto un po meccanico e medicalizzato, la fecondazione, lovulo. A leggere poi la didascalia cera da farsi venire i brividi: ecco lo scatto del momento in cui nasce la vita. A me quella foto non diceva nulla. Io me lo ricordo bene quando veramente nata una vita per me. nata in un ambulatorio ginecologico di Cesena pi o meno tre anni fa. A un certo punto dentro allindistinto grigiastro dello schermo dellecografo comparsa una piccola I con la stanghetta tremolante e una specie di palloncino accanto che pulsava impazzito. Acceso spento, gonfio sgonfio, in rapida successione. Ancora prima del suono di quel piccolo battito che poi sarebbe diventato mio figlio c questa suggestione visiva, c questa marca ritmica, c questo andare e venire di quando teniamo il fiato sospeso per qualcosa di grande che ci ritroviamo davanti allimprovviso, del tutto inatteso e pronto a mandare per aria quel modesto e meticoloso reticolo di ordinate abitudini che ci eravamo creato come bunker contro il passare del tempo. Poesia dellorigine.

1) Quella marca ritmica per Heaney la vanga del padre che picchia contro il suolo in Digging, il primo testo che abbiamo letto. Potevamo leggere anche solo questa poesia e starci sopra unora. C gi tutto dentro. E se nera accorto anche il nostro che in quel fatidico 1964 (il testo confluir poi nella prima raccolta di Heaney, pubblicata da Faber a Londra, nel 1966 Heaney ha 27 anni) qualcosa era nato, che finalmente si era passati, per usare il titolo di uno dei primi saggi di Heaney, from feelings into words, dalle sensazioni alle parole. La nascita sempre qualcosa di drammatico e non esente da una certa violenza. Spargimento di sangue. Chi nasce si individua e c poco da fare lo fa sempre contro qualcuno. Heaney nasce dentro a confini che sembrano certi cattolico in Irlanda del nord, un po come dire meridionale a Milano negli anni cinquanta. Nasce nella contea di Derry (o Londonderry come la chiamano gli inglesi ho visto con i miei occhi cartine in Irlanda dove la parola London era stata cancellata) in una piccola comunit rurale, lontano mille anni luce da libri e suggestioni letterarie. Per lui le prime esperienze sono quelle: il padre che scava la terra e il nonno prima di lui. Heaney non ha nessuna fibrillazione postmoderna per la superficie delle cose. Sotto vuole andare, a tirare su roba come la patata fredda dalla terra dentro al caldo della mano. Ci interessa la verticalit qua, la trivella, lo scavo. Si trova roba interessante nella torba dIrlanda. Ne parleremo dopo a proposito del luogo.

2) Che la nascita di unidentit poetica sia anche, al contempo una morte, chiaro da Morte di un naturalista. Chiunque siano quei rospi minacciosi che si vogliono vendicare del giovane Heaney naturalista e saccheggiatore gli hanno di certo messo una gran paura addosso. Non c pi tempo per i giochetti, per quel vocabolario ingenuo che a un certo punto gli fa dire pap ranocchio. C puzza di merda di vacca, un rombare cupo di scoregge. C poco da bucolizzare qui, da creare idilliche scenette di pastorelli e rivoli fruscianti dacqua. I grandi re della melma erano l per afferragli la mano come il coccodrillo con la sveglia nella pancia aspetta di mangiarsi anche quellaltra mano di capitan uncino. Dobbiamo pensare allIrlanda del dopoguerra, quella dove Heaney cresce, quella dove grazie allEducation Act di marca laburista anche a lui nato in una famiglia di contadini viene data la possibilit di studiare fino a prendersi una laurea a Belfast. La storia della poesia in lingua inglese dagli anni settanta in avanti piena di questi poeti/intellettuali (Douglas Dunn, Tony Harrison ecc.) che vorrebbero essere letti dai loro padri vorrei essere lo scrittore che mio padre legge, scriver Harrison con preziosa ambiguit presente anche in digging di Heaney perch si sceglie un campo, quello di un certo tipo di immediatezza linguistica, ma luso del condizionale non lascia scampo, in quel vorrei c la mano di Amleto dopo che ha scoperto di avere fatto fuori Polonio dietro la tenda e non il proprio padre. Questo nasce gi grande, come certi bambini che fanno discorsi da adulti, come i poeti che nascono gi fatti. Ci sono gi dentro tutti.

3) La sua un Elicona personale fatto di pozzi e verricelli (come detto Heaney sar sempre un poeta della verticalit) fatta di parole che suonano tonde tonde ( Hopkins il suo idolo del tempo, il suo lideale poster poetico appeso sulla parete della cameretta sopra il letto). E non tanto Hopkins poeta mistico dellinscape, di quellattimo di sublime fusione alchemica tra soggetto e oggetto. lHopkins batterista, quello che tiene il 4/4 come neanche Topper Headon ai tempi di London Calling. Tambureggiare di consonanti maschili contro la fluidit vocalica femminile. Ma questo un altro discorso e ci torneremo tra luogo e linguaggio. Faccio versi per vedere me stesso, perch il buio riecheggi la dimensione conoscitiva della poesia appare chiara da subito. C un buio l fuori dentro al quale veniamo al mondo. Lanciamo parole come sassi, fa ridere, ma perch ci ripiombino in testa, per farci qualche bernoccolo e sentire che siamo vivi. O come diceva Bob Frost: Una poesia comincia con un groppo alla gola o una nostalgia di casa o damore


3.04.2007 1 Commento Feed Stampa