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La forma dei cannoli: in libreria a maggio

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la forma dei cannoliSarà in libreria prima dell’estate, per i tipi di Sellerio, “La forma dei cannoli”, ennesima avventura del commissario Montalbano. Anche questa nuova opera del maestro Andrea Camilleri è un appassionante giallo che ha per protagonista un personaggio di grande umanità.

Nel romanzo, il commissario si muove fra incertezze e paure in una Sicilia torrida. Caldo estenuante, sole implacabile. Siamo in agosto, Mimì Augello ha dovuto anticipare le ferie e Montalbano è costretto a rimanere a Vigàta. E’ il mese più infuocato dell’anno. Eppure la pasticceria del paese non smette di produrre cannoli alla ricotta.
La cosa è strana e Montalbano si insospettisce.
Così, nel corso di una ispezione alla pasticceria, il commissario scopre un passaggio che conduce a una stanza segreta, la stanza della ricotta, e qui trova due cadaveri. Sono un uomo e una donna morti da molti anni.
Nel frattempo a Vigàta arriva Livia. Con il commissario sono continui litigi, incomprensioni, nervosismo. Con Livia accanto, passato e futuro si ammantano nei pensieri nostalgici dell’investigatore. Montalbano è stanco, depresso, svogliato. Non ne può più di ammazzatine. E un proposito lo accompagna dall’inizio della storia: rassegnare le dimissioni. Cosa vincerà: l’amore per il suo lavoro o le disillusioni e l’amarezza nei confronti delle brutture del mondo moderno, della politica e delle forze di polizia?
Alla fine il desiderio di scoprire la verità ha la meglio. Montalbano non si fa persuaso. Il commissario ha una maledizione che è anche un suo grande pregio: sa leggere i segni che provengono dall'”antichissimo” che vive nel “modernissimo” continente Sicilia. Lo aiutano così un vecchio ulivo contorto, la sua squadra, una gita a Tindari con l’eterna fidanzata Livia, un cannolo senza ricotta, due arancini e un immigrato nicareddru.
Il caruso ivoriano, che Montalbano ferma mentre ruba un cannolo, lo guarda «con una dispirata domanda nell’occhi». Da quel momento per Montalbano non c’è più pace. Un po’ perché l’incontro gli ricorda François, il piccolo tunisino del Ladro di merendine, un po’ perché, da esperto investigatore, Montalbano intuisce che in tutta quella faccenda dei cannoli c’è qualcosa che non quadra. E durante una nuotata mattutina, finalmente c’inzerta e capisce che i due morti non sono vittime di indigestione di ricotta…

Andrea Camilleri, La forma dei cannoli, Sellerio. In libreria dal 5 maggio.


1.04.2007 1 Commento Feed Stampa