14.06
2018
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Per molto tempo non avrebbe saputo dire se suo marito era suo marito, in modo simile a come non saprebbe dire, nel dormiveglia, se sta pensando o sognando, se ha ancora il controllo della propria mente o se lo ha già perduto per lo sfinimento. A volte pensava di sì, altre volte di no, e a volte decideva di non pensare e di continuare a vivere la sua vita

La Controfigura di Luigi Lollini

di Ippolita Luzzo, in Letture

“Cadrà una pioggia tremenda e definitiva a cancellare forse una volta per tutte le macchie fetide della vergogna di tutti voi pennivendoli politici prostituti europei e mediocri pacifisti”.  Le poesie di Eduardo, come questa della raccolta Lealtad, forse mai data&hellip

12.06.2018 Commenti chiusi

Sweet dreams di Michael Frayn

di Roberta Frugoni, in Letture

“Hai bisogno di qualcuno che ti prenda in giro. Altrimenti saresti insostenibile. Una settimana e non ti sopporteresti più”. Howard Backer è fermo al semaforo: aspetta che scatti il verde. Mille pensieri più o meno banali e assolutamente terreni gli&hellip

6.06.2018 Commenti chiusi

Maestoso è l’abbandono di Sara Gamberini

di Silvana Arrighi, in Letture

“Mi sono svegliata senza il dottor Lisi, dopo pochi giorni lo avevo già relegato tra le persone importanti della mia vita, detestate e amate, qualcuno di cui conservare il ricordo ma da tenere distante, le sue interpretazioni mi erano del&hellip

5.06.2018 Commenti chiusi

Camminare di Thomas Bernhard

di Massimo Sola, in Letture

I due protagonisti principali del romanzo, colui che parla (Oehler) e l’anonimo ascoltatore, “camminano”, e noi lettori con loro, all’interno del labirinto di parole edificato dall’autore. “Infatti, a guardare con esattezza, dice Oehler, tutto è errore come Lei sa. Esistiamo&hellip

1.06.2018 Commenti chiusi

Diario di un condannato a morte di Alessandro Piana

di Silvana Arrighi, in Letture

Immaginate una cella di due metri per tre, immaginate di viverci con una luce che non si spegne mai neppure di notte, di poterne uscire solo poche ore alla settimana per andare in una sorta di “gabbia recintata” di pochi&hellip

29.05.2018 Commenti chiusi

Uno scià alla corte d’Europa di Kader Abdolah

di Enzo Baranelli, in Letture

“In realtà sto facendo questo viaggio al posto dello scià e temo di essermi servito sia di lui che della principessa Banu e di tutti gli altri per raccontare la mia storia.” Seyed Jamal è immigrato da oltre un quarto&hellip

23.05.2018 Commenti chiusi

  • La vita finora di Raul Montanari

    19.04.2018, di Enzo Baranelli

    Bisogna ringraziare Raul Montanari per aver scritto questo romanzo commovente e insieme rabbioso. La trama circonda a poco a poco il lettore e, unita a una scrittura limpida e ricca di presentimenti e presagi, dà vita a un racconto travolgente sulla natura del Male. Di certo l’avventura del professor Laurenti in un paese sperduto al termine di una cupa e feroce valle lombarda rimarrà a lungo nella mente del lettore, soprattutto dopo aver affrontato le ultime entusiasmanti pagine di questo romanzo straordinario. “La vita finora” è un libro imperdibile. Giudizio: 5/5 (Commenti disabilitati su La vita finora di Raul Montanari)
  • 1947 di Elisabeth Åsbrink

    6.04.2018, di Enzo Baranelli

    Un libro indispensabile. Mentre fa luce sull’anno 1947, l’autrice parla, come in un sottotesto lievemente nascosto, del nostro tempo. Oppure sono i nostri giorni che trovano uno specchio. Profughi e nuovi nazisti, la coniazione della parola genocidio, la nascita dello Stato di Israele, sono tante le tessere del puzzle che compongono “1947”; una lettura illuminata e illuminante. Elisabeth Åsbrink, “1947”, (trad. A. Borini), pp. 314, 18 €, Iperborea, 2018. Giudizio: 5/5. (Commenti disabilitati su 1947 di Elisabeth Åsbrink)
  • Tokyo Express di Seichō Matsumoto

    15.03.2018, di Enzo Baranelli

    Adelphi ha da poco pubblicato un poliziesco del Simenon giapponese, Seichō Matsumoto: un romanzo breve dal ritmo incalzante che ruota intorno all’orario dei treni. Costruito in maniera impeccabile “Tokyo Express” si dimostra ancora attualissimo sebbene fu pubblicato in Giappone nel 1958 (Takeshi Kitano ne ha tratto un film che riporta il titolo originale “Ten to sen”). La scrittura è limpida e lo svolgimento di straordinaria precisione. Seichō Matsumoto, “Tokyo Express” (trad. G. M. Follaco), pp. 175, Adelphi, 2018. Giudizio: 4/5. (Commenti disabilitati su Tokyo Express di Seichō Matsumoto)
  • Giudizi Universali

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