18.07
2018
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Che ci va a fare Manganelli in Africa? Escursionista in erba, Manganelli scese al primo albergo africano (scrive Viola Papetti nella postfazione) in abbigliamento coloniale di maniera: completo kaki, cappello con visiera e ombrello. Una mise ricercata a segnalare un ruolo incongruo? Ma la prima redazione della sua relazione, quella pubblicata ora da Adelphi, annuncia subito una scelta di campo: quella del testimone, dell’osservatore, del Kulturkritiker – ciò che obbliga

La madre di Eva di Silvia Ferreri

di Silvana Arrighi, in Dissezioni

“Irreversibile è una parola da cui non si torna indietro. Siamo salite su questo treno e il treno è partito quel giorno in cui, sfinita dal dolore, dalla paura, e dalla vita, ho detto sì. Da quel momento si viaggia&hellip

16.07.2018 Commenta

Racconti da un mondo offeso di Romano Augusto Fiocchi.

di Enzo Baranelli, in Letture

“– Dall’alto del minareto vedrai tutto, – disse Mustafà, – potrai persino sognare di volare. Io lo faccio spesso, sai? Quando c’è il vento che soffia dal deserto chiudo gli occhi e sogno di volare. Ci riesco davvero. Persino quando&hellip

3.07.2018 Commenti chiusi

La chiave nel latte di Alexandre Hmine

di Silvana Arrighi, in Letture

“Vedo l’Elvezia. I capelli sono grigi, laccati all’indietro, gli occhi stretti e scintillanti, le vene del collo in rilievo. Indossa una gonna scura al ginocchio, le calze di lana e gli zoccoli. È seduta a capotavola, scomposta. Vedo anche la&hellip

28.06.2018 Commenti chiusi

I dieci figli che la signora Ming non ha mai avuto di Eric-Emmanuel Schmitt

di Massimo Sola, in Dissezioni

I dieci figli di cui parla il titolo sono fatti della stessa pasta di Amleto e di don Chisciotte, di Anna Karenina e di Emma Bovary; sono vivi, pur non essendo mai nati, come lo sono tutti i personaggi della&hellip

26.06.2018 Commenti chiusi

Dopo il diluvio di Leonardo Malaguti

di Roberta Frugoni, in Letture

“Questa volta si tratta di una cosa seria, le nuvole si stanno infittendo e sono sempre più scure figliolo, l’ombrello non basta, il demonio si sta fregando le mani nell’attesa. Nessuno ha ancora capito che il diluvio e l’allagamento sono&hellip

22.06.2018 Commenti chiusi

Il buon vecchio sesso fa paura di Arlene Heyman

di Lorenzo Leone, in Letture

Volete scrivere? «Non [pensate] di imparare a scrivere frequentando chi frequenta letteratura»; e anche: «[Iscrivetevi] a chimica, archeologia, geologia». Ecco un paio di vecchi ‘motti’ manganelliani (oggi in Il rumore sottile della prosa, Adelphi, Milano, 1994, p. 105) che, dietro&hellip

20.06.2018 Commenti chiusi

  • La vita finora di Raul Montanari

    19.04.2018, di Enzo Baranelli

    Bisogna ringraziare Raul Montanari per aver scritto questo romanzo commovente e insieme rabbioso. La trama circonda a poco a poco il lettore e, unita a una scrittura limpida e ricca di presentimenti e presagi, dà vita a un racconto travolgente sulla natura del Male. Di certo l’avventura del professor Laurenti in un paese sperduto al termine di una cupa e feroce valle lombarda rimarrà a lungo nella mente del lettore, soprattutto dopo aver affrontato le ultime entusiasmanti pagine di questo romanzo straordinario. “La vita finora” è un libro imperdibile. Giudizio: 5/5 (Commenti disabilitati su La vita finora di Raul Montanari)
  • 1947 di Elisabeth Åsbrink

    6.04.2018, di Enzo Baranelli

    Un libro indispensabile. Mentre fa luce sull’anno 1947, l’autrice parla, come in un sottotesto lievemente nascosto, del nostro tempo. Oppure sono i nostri giorni che trovano uno specchio. Profughi e nuovi nazisti, la coniazione della parola genocidio, la nascita dello Stato di Israele, sono tante le tessere del puzzle che compongono “1947”; una lettura illuminata e illuminante. Elisabeth Åsbrink, “1947”, (trad. A. Borini), pp. 314, 18 €, Iperborea, 2018. Giudizio: 5/5. (Commenti disabilitati su 1947 di Elisabeth Åsbrink)
  • Tokyo Express di Seichō Matsumoto

    15.03.2018, di Enzo Baranelli

    Adelphi ha da poco pubblicato un poliziesco del Simenon giapponese, Seichō Matsumoto: un romanzo breve dal ritmo incalzante che ruota intorno all’orario dei treni. Costruito in maniera impeccabile “Tokyo Express” si dimostra ancora attualissimo sebbene fu pubblicato in Giappone nel 1958 (Takeshi Kitano ne ha tratto un film che riporta il titolo originale “Ten to sen”). La scrittura è limpida e lo svolgimento di straordinaria precisione. Seichō Matsumoto, “Tokyo Express” (trad. G. M. Follaco), pp. 175, Adelphi, 2018. Giudizio: 4/5. (Commenti disabilitati su Tokyo Express di Seichō Matsumoto)
  • Giudizi Universali

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    I due protagonisti principali del romanzo, colui che parla (Oehler) e l’anonimo ascoltatore, “camminano”, e noi lettori con loro, all’interno